Arturo Maledetti Michielangeli

Arturo Maledetti Michielangeli (Mandas, 20/10/1938, Mandas, 20/10/2009) è ritenuto il maggiore compositore mai nato a Mandas, mai vissuto a Mandas e mai morto a Mandas. Suoi sono i celeberrimi “notturni per diapason” e il “Concerto in Fa per non udenti”.
Fin da giovanissimo manifestò il suo forte amore per la musica, la sua terra e la birra. A 13 anni l‘incontro che decide della sua vita: in corriera,  nel viaggio verso Cagliari,  si siede dietro il posto di Pinuccio Sciola ( a quell’epoca pastore pendolare) che sta raccontando la sua nuova scoperta sul suono delle pietre. Deciso ad entrare nell’avanguardia legge tutta l’opera di Gramsci per sbaglio credendolo un musicista contemporaneo, poi, stanco della “vuota teoria”, decide di mettere a frutto la sua estetica con “l’opera viva”.
Sono gli annni del “Concerto per cortile, polli e albero di fichi” (op. 13) che lo segnala alla critica della Biennale di Seulo, ma con febbrile attività critica seguono Le “Cantate per fichi d’india e scogli di Buggerru” (op.32) e sopratutto il misterioso “Lamento di madre” (op. 52) in cui l’orchestra si dimentica gli spartiti a casa e suona a caso.
La stagione “viola” di Arturo si apre con il “Quadernus per appuntis”, una serie di pezzi virtuosistici per mollette da stendere. Di quest’opera J. Cage disse di essersi ispirato per il suo concerto per cactus.
Non contento del virtuosismo Arturo riprende la via della tradizione. Negli anni che vanno dal suo arresto per frode fiscale (1968) fino alla completa assoluzione per incapacità di intendere, di volere e sopratutto di connettere, Michielangeli ritora a Bach, studia le sue Fughe e traduce il tutto con le opere della serie “Ma ta cazz”, brillanti e raffinati preludi per ferro da stiro e badante ucraina. I testi sono stralciati dal Messaggero di S. Antonio, da vecchie liste della spesa e dal canzoniere di Puccio degli Abruzzi.
Quasi a prevedere la breve vita che gli è concessa Arturo vuole consacrare il suo nome negli annali della musica  e compone (chiuso in casa per arresti domiciliari fra il settembre del 1973 e il gennaio del 2009 quello che è ritenuto da tutti i critici il suo capolavoro incompiuto: “La bibbia”, opera colossale dal libretto della Bibbia. Nel manoscritto originale ci sono 16.789.345.333 note, per lo più messe in preda ai primi sintomi della demenza senile.
Si spense nel 2009 in un incidente provocato partecipando ad una gara di trattori nella campagna Campidanese.

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Informazioni su Carlo Congia

Si potrebbe dire molto di me, ma occorrerebbe farlo con parole inutili.

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