Il coktail cinico-zen di Cioran

 

“È vero non faccio nulla. Ma vedo passare le ore, che è molto meglio che tentare di
riempirle.” ( E. M. Cioran)

Se c’è un autore che è riuscito a fondere il pensiero zen con la nostra inquieta coscienza di occidentali questo è certamente Cioran. E non poteva essere altri che un esule, un senza patria, pronto a rinnegarla ma profondamente innamorato della sua dissoluzione.

Leggerlo da l’impressione di essere arrivati in una terra di confine, oltre il quale c’è solo il nulla. Rinnega qualunque entità metafisica ma è innamorato dei mistici. Con sarcasmo critica qualunque utopia del pensiero occidentale e nel contempo adora l’immobilità del saggio giapponese. Divorato dal fumo e da una misantropia estrema sembra concentrato a descrivere il nulla che avanza… l’immancabile e imminente invasione dei “barbari”.

Se c’è una cosa che continuamente mi spinge a rileggerlo è la certezza che è uno di quei pensatori di cui nessun partito o ideologia potrebbe fare citazioni.

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Informazioni su Carlo Congia

Si potrebbe dire molto di me, ma occorrerebbe farlo con parole inutili.

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