Le astuzie del sopravvivere

La prima regola cui bisogna attenersi per non sentire il dolore di camminare scalzi sul pietrisco è quella di immaginarsi un martire di un qualunque ideale.

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Ogni Achille che sopravvive è un Omero che vagabonda.

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Un autore senza libro è semplicemente ridicolo

ma un libro senza autore e pernicioso.

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La pittura contemporanea è semplicemente una pittura di ciechi per vedenti che hanno perso il desiderio di vedere.

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Intingere la penna nelle ferite dell’anima presuppone, prima che le ferite, la disperazione di avere un’anima. Non avendo nè l’una nè le altre è inutile parlare, ma avendole entrambi è più saggio tacere.

Infine chi abbia un’anima vergine è così lontano dal desiderio di prendere in mano una penna che di queste rare persone rimane solo qualche sorriso di adolescente su vecchie foto sbiadite.

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Informazioni su Carlo Congia

Si potrebbe dire molto di me, ma occorrerebbe farlo con parole inutili.

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