I padri della patria, ovvero: intercettazioni in casa Manzoni

A. Manzoni in un'immagine di repertorio

Nel 1852 Ruggero Orlando (filosofo, politico, letterato, storico, barman, giornalista, esploratore, onorevole e persino interlocutore di sé stesso) allora appena 17enne, fu testimone auricolare d’una serie di conversazioni fra A. Manzoni e Antonio Rosmini su argomenti di letteratura, politica ed etica. Trascritte le conversazioni nel suo diario-agenda, Orlando né ricavò poi 4 dialoghi che intitolò “Qui Nuova York” e che oggi sono stati ripubblicati da quella prima ristampa. Dal terzo dialogo riportiamo un pregevole brano che fa luce sui rapporti di quei grandi con la Moglie di Alessandro: Teresa Borri, vedova Stampa.

[…]

Teresa: “Alessandro, ti avevo pregato di lasciare in pace il signor Rosmini”

Manzoni: “Ma no, lasciaci parlare ancora un poco. Abbiamo appena incominciato, nevvero Antonio?”

Teresa: “Non cercare scuse. Se non la smetti… ‘stanotte a letto senza Orzoro.

Manzoni: “Eddaaaaaai

Teresa: Non solo, ma ti brucio tutti i manoscritti, faccio i baffi al ritratto di Napoleone, vado in giro a dire che dormi con Piccettino… (rivolgendosi a Rosmini) il suo orsacchiotto di peluche… e per finire ti nascondo i barattoli di spuntì.

Manzoni: “Ah, caro Rosmini…. Le donne! (sospira)

Teresa: “Che hai , brutto pederasta, contro le donne? Siete belli voi maschietti. Ma guardatevi, ancora a giocare a figurine. Ma non vi vergognate?… Eccoli lì i sommi poeti della Nazione.

Manzoni: “Teresa, chetati. Non sono figurine (come puoi essere così distratta) sono vecchi punti MiraLanza e dovresti occupartene anche tu se tieni un poco alla tua cultura.

Teresa: “Figurine o punti Miralanza adesso smettetela che devo lavare per terra. Smettetela subito o parola d’onore ti metto il Cinar nel minestrone.

Manzoni: “Ma dai perché non puoi pazientare un minutino?

Teresa:” MINUTTìIIIIIIIIIIIINOOOOOOOOO? Ma se ci siete da questo pomeriggio e per colpa vostra non ho potuto nemmeno seguire la puntata di Beautifull! Non potete scambiarvi le figurine senza gridare. “Cazzo!.. questa non ce l’ho!” oppure “ Ti do il feroce saladino in cambio di Gimondi in maglia rosa”. Siete dei maiali… ecco quello che siete. Mi stupisco di Lei Signor Rosmini. Io che la facevo un uomo assennato…

Rosmini: “Signora, le assicuro che tutto ciò è a beneficio degli Italiani e che…”

Teresa: “Ve lo faccio vedere io il beneficio. Non la inviterò più a cena, non leggerò più le sue poesiole schizzofreniche e le proibirò di darmi del Lei e tantomeno del Voi.

Manzoni:  “Teresa, non facciamoci riconoscere… ecché schifezza! Gli ospiti sono sacri e…

Teresa: “ tu te ne approffitti sempre quando vengono i tuoi amichetti. Andate a sbagassarvi fuori tutta la notte lasciandomi qui sola a correggere i tuoi merdosi manoscritti. E ritorni a casa che sei una vergogna, mi vomiti sul tappettino di mamma ed hai anche il coraggio di farmi proposte scollacciate. Solo per questo sono sacri gli ospiti?… Perché allora quando io sono con le mie amiche tu lo fai apposta ad entrare nudo e a chiedermi con la faccia più candida dove sia il dispenser?… Mi fai scappare da tutte come avessi la peste.

Manzoni: “Calmati Teresa tu non hai nessuna peste. Sei solo un attimino isterica: quando mai ho avuto intenzione di offendere le tue amiche? Credevo che fossi sola in casa ecco tutto. Ma se vogliamo anche metterla in conto allora chi è che mette in disordine la mia collezione di muffette? Chi mi uccide a furia di wurstel e scatolette? Chi, infine  (guarda Rosmini con ammiccamento)   chi ha una madre come la tua che si ostina a dire che le frittelle di quell’odioso Leopardi sono deliziose?

Teresa: “La verità è che tu, Alessandro, sei geloso delle sue fritelle, a te non escono mai come le sue. Le tue assomigliano nel migliore dei casi a naso di quell’altro tuo amico…. Quel disgraziato di Ugo Foscolo che va in giro credendosi un bell’uomo ed avendo con questo il diritto di palpare il sedere di tutte le donne.

Manzoni: “Non parlar male di Ugo! Lo sai quanto sta dando alla cultura italiana. I suoi sepolcri sono…

Teresa: “ Sono il posto dove dovrebbe andare… e al più presto. Non lo voglio più vedere in casa mia. Mi ruba tutte le palline argentate delle torte, si scola tutta la birra che riesce a trovare e poi rutta come un dannato. Si si… begli amici!

Manzoni. “Sono belli i tuoi: quel disgraziato di Abate Faria per esempio. Pensi Rosmini che me lo trovo sempre in mezzo ai piedi cercando di scavare cuniculi. La sua è una fissazione. Da quando l’hanno rilasciato dal carcere si è bevuto il cervello. Si crede una talpa oppure ha preso la mia casa per una miniera?

Teresa: “Non toccare quel sant’uomo che vale 100 volte più di te e di tutta la tua gentaglia di poeti e letterati.

Manzoni: “E quando si è fregato l’armadio 4 stagioni allora?

Teresa: “Quello è stato un mio regalo.

Manzoni: “Già, un regalo: e che se ne fa quella larva di un armadio 4 stagioni se gira sempre con addosso quella camicia da carcerato?

Teresa: “Quello sono cazzi suoi, Alessandro. Almeno lui non va in giro a dire (orgoglioso) di aver sciaquato i panni in Arno, quando poi so io chi gli lava le mutande.

Alessandro: “Ha visto Rosmini? Ogni giorno è la stessa storia, Ogni giorno lei regala a destra e sinistra come se fossimo ricchi. L’altro ieri sono riuscito a stento a fermarla mentre voleva regalare le mie adorate annate di “Sorrisi e Canzoni” ad un passante.

[…]

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Informazioni su Carlo Congia

Si potrebbe dire molto di me, ma occorrerebbe farlo con parole inutili.

One thought on “I padri della patria, ovvero: intercettazioni in casa Manzoni

  1. Roberta ha detto:

    Grandioso! 🙂 Siormaestro non si smentisce MAI !!!

    Mi piace

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