Le alternative dei topi

Negli anni della democrazia circolava questa strana storiella: una vecchietta teneva in casa un allevamento di topi. Viveva solo per loro tanto che portava in casa del cibo con cui sfamarli. Un bel giorno la vecchina morì e i topi la piansero per tre giorni. Il quarto giorno il capo dei topi disse: “A che piangere questa santa donna? Non siamo forse capaci da noi di procurarci del cibo? Se continueremo a piangere faremo la sua stessa fine: moriremo di stenti.”. Alcuni approvarono il discorso del capo ma molti volevano continuare a piangere la vecchia signora. Così la schiera dei topi si divise in due partiti. I primi, legati d’amore alla vecchia, stettero presso di lei a piangerla ancora fino a che non giunsero degli uomini che, trovandoli e credendo che volessero cibarsi del cadavere li sterminarono come topi.

I secondi, guidati dal capo, si riversarono nelle fogne della città ma anche qui vennero degli uomini che li sterminarono quasi tutti. Due soli, tremanti, riuscirono a salvarsi nella fuga. Corsero così tanto che si trovarono ina aperta campagna. La luna splendeva alta nel cielo.

– A che è valso scegliere? – chiese il primo al secondo. Ma mentre quest’ultimo si accingeva a rispondergli calò dal cielo una civetta che li ghermi fra i suoi artigli entrambi.

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Informazioni su Carlo Congia

Si potrebbe dire molto di me, ma occorrerebbe farlo con parole inutili.

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