Kafka e i tic

Le situazioni più metafisiche in Kafka sono proprio quelle in cui un gesto o un personaggio sono descritti così precisamente da dare l’impressione di essere stati scolpiti nella carne. Il particolare realista contribuisce a caricare ancora di più l’irrealtà del tutto.

E’ proprio la tecnica adoperata dai nostri sogni in cui il particolare, in sé stesso privo di anormalità, col fatto di occupare un “fuoco” della scena che la nostra mente razionale si rifiuterebbe di concedergli nel vissuto, diventa proprio per questo più “fantastico”.

Dai diari si capisce quanto Kafla fosse affascinato più dai gesti corporei e dai “tic” che dalle persone reali nella loro interezza o del loro porsi conscio. Aveva forse capito, negli stessi anni di Freud, l’importanza dei gesti inconsci come fonte per la conoscenza del vero profondo?

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