Il mal di leggere

Un amore passionale mi ha sempre legato ai libri. Ho speso forse anche troppo per acquistarli tanto che ora mi trovo con circa 3000 libri in casa. Senza contare quanti sono stati prestati, rivenduti o abbandonati in qualche trasloco. Per fortuna il mio amore non è diventato amore possessivo o feticista. Non sono mai stato uno di quelli che vanno in solluchero a leggere un libro intonso (se ne esistono ancora) o ad acquistare un libro solo per la bellezza della rilegatura o per la sua rarità.
Del libro mi ha sempre interessato SOLO ed unicamente il contenuto. Leggere “I fratelli Karamazov” in una edizione tascabile o in una di lusso, per me è sempre stato indifferente. Ora, spaventato dalla mole dei libri tradizionali, dal loro rapido invecchiare, ma sopratutto dalla ricerca di un libro in quella massa disordinata (non sono mai stato un bravo bibliotecaio) ho sempre sognato un sostituto alla carta.
All’apparire dei primi PDA ho avvuto un sobbalzo al cuore. Peccato che avessero una memoria risibile, peccato che gli ebook fossero ancora rarissimi e che il prezzo del giocattolo fosse molto al di sopra delle mie capacità economiche.
Ora invece è possibile leggere Manzoni, Shakespeare e la maggior parte dei classici in un normale telefonino, basta che consenta l’esecuzione di un piccolo programmino in java. Non solo, stanno finalmente uscendo dei device dedicati esclusivamente alla lettura digitale (vengono chiamati eReader) nei quali è possibile tranquillamente avere un numero uguale di “volumi” (se non superiore) alla mia ingombrante biblioteca, senza contare quanto ho dovuto pagarla.
Essendo gli eReader ancora cari (circa 400€) e non trovando un cellulare con uno schermo abbastanza grande per consentire una lettura un po’ agevole ad una vista che stà iniziando a scemare mi sono deciso all’acquisto di un iPod touch. Meno di 200 €, memoria di 8 Gb e schermo touchscreen di 3,5 pollici. Non dico sia il massimo (sarebbe preferibile uno schermo almeno da 5-6″) ma ho già iniziato a trasferirvi tutti gli ebook recuperati in rete.
Posso portarmi appresso in tasca una biblioteca intera, posso leggere di notte senza l’uso di una luce, posso avere diversi dizionari consultabili, posso trovare un libro in pochi secondi, posso annotare i libri come faccio con quelli di carta, non devo spolverare o riordinare una massa enorme di libri,insomma: quale obiezione potrei ricevere?
So già quale sarebbe: “Ma vuoi mettere la poesia di un libro, il suo odore… andare per biblioteche a cercare libri rari… etc.
Sarei curioso di sapere anche le vostre obiezioni

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Si potrebbe dire molto di me, ma occorrerebbe farlo con parole inutili.

18 thoughts on “Il mal di leggere

  1. Sandro ha detto:

    Il mio commento è lapidario: non credo che chi è disinteressato alla lettura sia incentivato a farlo tramite un palmare! Al massimo potranno avere successo le solite citazioni di Wilde o pezzi poesie di Lorca che i fidanzati si scambieranno a San Valentino…

    Baci

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  2. mukele ha detto:

    Il mio quesito però non era rivolto ai disinteressati.
    Se uno è interessato a leggere (ovvero al contenuto della scrittura) con quale motivazione potrebbe condannare un dispositivo diverso dal libro?

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  3. Daniele Barbieri ha detto:

    Be’, il libro resta decisamente più comodo del palmare, e per ora persino del computer portatile. Però portarsi dietro una biblioteca è decisamente più comodo che non poterlo fare.
    E non ci sono solo gli e-book. Se ci si organizza bene, si possono scansionare e organizzare, in un file Word fatto di immagini di pagine, sino a 300 pagine l’ora. Le biblioteche sono piene di libri interessanti che non potremmo possedere, perché spesso non sono nemmeno più in commercio. Basta prenderli in prestito e scansionarseli.
    Il tempo impiegato per scansionarli è ben ripagato poi dal possederli direttamente, sempre a portata di mano.

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  4. mukele ha detto:

    L’unico inconveniente del palmare (eReader meglio a questo punto) potrebbe essere la carenza di energia elettrica.
    Ricordo che un eReader ha batteria sufficiente a assicurare 10.000 cambi di pagina prima della necessaria ricarica.

    Potresti specificare concretamente in quali casi il libro risulti più comodo?

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    • Daniele Barbieri ha detto:

      Non è difficile: se ti cade il libro non succede niente. Se ti cade il palmare o il computer son guai. Questo comporta presenza o assenza di una serie di precauzioni non banali.
      Per confrontare parti diverse, saltando di qua e di là, il libro è ancora superiore. La risoluzione è migliore e il campo visivo molto più ampio. Posso scarabocchiarlo molto più agilmente, se serve.
      Poi ce ne sono certamente ancora altri, di vantaggi.
      Ciò non toglie che anche le versioni elettroniche abbiano un sacco di vantaggi, come la portabilità.
      Ma il palmare ha davvero uno schermo troppo piccolo per godere della lettura. Già il computer è un po’ meno stressante!
      Ciao
      db

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  5. mukele ha detto:

    Per quanto riguarda la visibilità, che molti adottano come scusa, ti pregherei di informarti sulla nuova tecnologia detta e-Ink in grado di simulare perfettamente, anche in piena luce solare. l’inchiostro stampato.

    Per quanto riguarda la grandezza dello schermo, sono daccordo che i palmari sono effettivamente troppo piccoli, (uno schermo leggibile deve essere non inferiore ai 7″) ma non regge sugli eReader.

    Per quanto riguarda le cadute, ti assicuro che, per quanto riguarda il mio modesto iPhone per distruggerlo ci devi proprio camminare sopra o lanciarlo contro qualcuno.

    La “scarabocchiabilità del libro su un eRead è talmentte semplice che è più difficile procurasi la matita per farlo su un libro tradizionale.

    La possibilità di inserire commenti, segnalibri è decisamente implementata.

    Infine per quanto riguarda la ricerca di un testo, non ci sono paragoni. Proprio ieri leggevo “Resurrezione” di Tolstoj, dovevo trovare una metafora di cui ricordavo solo che conteneva la parola “fiume”.. Mi ci sono voluti solo pochi secondi per trovarla. In un libro tradizionale, se non avessi fatto una “orecchietta” o messo un segnalibro, difficilmente ci avrei impiegato meno di alcuni minuti.

    Non parliamo poi dei testi “ampi” come p.e. Anna Karenina o romanzi Dostoevskjiani.

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    • Daniele Barbieri ha detto:

      Non di visibilità ma di risoluzione ho parlato. Conosco l’e-ink da almeno 7-8 anni, e i suoi pregi e i limiti degli schermi. La visibilità è discreta, la risoluzione è quella che è.
      Il palmari sono efettivamente troppo piccoli, ammetti. Dunque ci vorrebbe un portatile. Ma il portatile pesa, è scomodo, lento da entrarci e se cade son cavoli amari (a differenza dell’iPhone – però so di uno che si è rotto anche senza cadere, con una piccola botta).
      Infine non parlavo di reperibilità, dal cui punto di vista la competizione è senza storia, ma di confronto tra parti diverse e lontane del testo. Con tre dita infilate nel libro si passa molto agilmente dall’uno all’altro di tre posti. Nelle versioni elettroniche, qualunque esse siano, bisogna essere molto più organizzati.

      Ora, tutto questo non per condannare i libri elettronici. Io ne faccio un uso continuo, e considero una benedizione il fatto che esistano e che me ne posso fare anch’io quando mi pare.

      Ma non accechiamoci per tifoseria del progresso, o della tradizione, please!
      db

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  6. mukele ha detto:

    Non voglio scatenare nessuna guerra o polemica, ovvio. Volevo semplicemente rendermi conto perchè delle volte ci siano dei preconcetti verso la tecnologia, specie in ambiente “colto”.

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  7. Antonio ha detto:

    benvengano le innovazioni, ma io che sono un libridinoso quando mi trovo davanti ad una libreria prendo un libro ne annuso la carta, lo sfoglio saltando decine di pagine, mi fermo a leggere poche righe di tanto in tanto, seguo con le dita le frasi che mi colpiscono, lo sottolineo, ci scrivo sopra, mi infurio e gli chiedo che cazzo sta scrivendo oppure lo adoro e glielo dicono, poi ne prendo un altro e un altro ancora, fino ad averli tutti e tre in mano… insomma benvengano le novità (davvero, senza polemica, anch’io ne faccio gran uso) ma quello che ho detto non riesco proprio ad immaginare come farlo davanti ad un palmare

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  8. mukele ha detto:

    Forse sono e sono stato libridinoso quanto te. Ma ai non pochi vantaggi pratici occorre prima o poi chinare il capo se non si vuole recitare la parte di “vecchio”. Così come non rifiuto di sentire la musica rap pur essendo un tifoso di Bach, così come non distolgo la vista dall’arte d’avanguardia pur essendo un amante del figurativo, etc.
    Guai ad ancorarci nel vecchio (con in più una sciocca sensazione aristocratica, di esser in qualche modo gli unici che capiscono).
    Sempre la stessa forza d’attritto che impedisce alle generazioni di comunicare veramente

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  9. mukele ha detto:

    non devo spolverare o riordinare una massa enorme di libri… questa è la parte che mi ha colpito di più!! Tua moglie.

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  10. Antonio ha detto:

    allora non c’è argomento che tengo! 😉

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  11. Antonio ha detto:

    che tenga, intendevo che tenga. 😉

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  12. mukele ha detto:

    Ok! Non sono un marito modello. Ma almeno, se devi intervenire, creati un profilo tuo e non rubare il mio 🙂

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  13. lucypestifera ha detto:

    io sniffo la carta, accarezzo la copertina, gli schermi mi danno il nervoso. sono all’antica e anche un po’ aristocratica, ma non snob. vecchia di età e contenta di tenere le distanze dai giovini: questo mi permette di dialogare con loro. se no sarei una vecchietta in fresca, come si dice dalle mie parti. odio tutto quello che della tecnologia non semplifica e non migliora. e ci sono strumenti informatici, cavolo se ci sono, che fai prima a metterti su le mezze maniche, la visierina, per esempio, e scrivere in bella grafia svolazzante, che fare lo stesso col computer. certi programmi sono un bluff. quanto a leggere io c’ho gli occhietti belli e azzurri e lo schermo è veleno. ciao.

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  14. mukele ha detto:

    Anch’io sono “vecchietto” e la vista non è più come un tempo. Ti assicuro che – riguardo alla vista, gli ultimi e-reader sono del tutto simili alla carta stampata.
    Che poi ci rimanga la nostalgia del libro come negarlo? Siamo la generazione che più di tutte, dall’inizio della storia dell’uomo ha visto (e subito) le più grandi rivoluzioni.
    Cerchiamo di aggrapparci a quel poco che ci ricorda la gioventù, l’infanzia…
    Come non capirlo.
    Quello che non accetto invece sono i finti ragionamenti. L’aggrapparsi a ciò che è vecchio solo per non confessare che ha fatto il suo tempo (come noi forse); un semplice “non mi piace” forse è ideologicamente più corretto.
    Ma non pretendere poi di mostrare anche i pretesi vantaggi ad una idiosincrasia immotivabile razionalmente.

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