L’arte del rammendo

Fumo e al sollevarsi pigro del filo azzurrato contro l’ombra che versa sul selciato un pomeriggio verde e dozzinale, accarezzo per distrarmi poche frasi. Dietro di me qualcuno parla, non importa di che cosa: parla. Questo è l’importante, l’esasperante, l’inevitabile, la definitiva potenza delle cose.

Sopra un ritmo fuori moda continuo a rivoltare fodere, vestiti, canottiere. Ho strappi irreparabili anche se cerco di convincermi che un buon rammendo è sempre più gradevole alla vista che portarmi in giro questi buchi enormi che mostrano ai passanti le mie magre costole, il colore della pelle.

Inutile dire che tutto questo ha solo il peso di un’illusione infranta

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2 thoughts on “L’arte del rammendo

  1. nelly ha detto:

    Ignacio Tormento è un pessimista. L’ottimismo è più piacevole ed utilmente vitale.

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  2. mukele ha detto:

    Pessimista è una parola grossa parlando di Tormento. Anche perché presupporrebbe un sistema filosofico che è al di sopra delle capacità della mente ignaciana. Io definirei piuttosto il suo atteggiamento dovuto ad un minimum di “elan vital”.
    🙂

    Mi piace

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