FAUST (Tragedia in 1 atto, un prologo, 2 scene, doppiservizi, ampia vista sul mare)

E’ notte. Nell’ampia stanza gotica, Faust cammina avanti e indietro agitando a sostegno del suo monologo un antiquato scacciamosche. Nel centro un enorme tavolo in cui sono accatastate pergamene, faldoni, denunce dei redditi e giornaletti pornografici. Sulla sinistra un maxischermo LCD impolverato e guasto. Sul davanzale della finestra alle spalle di Faust, languisce un geranio su un vasetto di plastica. Al suo fianco una bolla di cristallo, dentro il quale, in un’acqua verde al pari di limonata, nuota incurante un pesce rosso.

Faust: –

So la pena dell’erba che spunta leggera

il ricoprirsi di gemme fra i rami

conosco le spire lucenti del Tempo

l’alveo ove scorrono i giorni.

So la curva che prendono i fiori

le galoppate delle vecchie chimere

il nome dei sogni, i visi, i ricordi.

Conosco le mani che mi cullarono.

(non senza pietà! non senza pietà!)

Leggo i respiri nello spazio stellato;

parlo con gioia alle rane nei fossi

alle nubi, al cemento, alla sera

(non senza pietà, non senza pietà)

Nello studiolo, fra pergamene incrostate

da un meccanismo sottile di polveri

da ragnatele a misurare le volte

annerite dal fumo d’esperimenti

quando nel mondo tace ogni affanno

prendo in mano il vecchio papiro

dove s’aprono i mostruosi disegni

dell’ extracorporeo; li sillabo piano

e una congerie di scintille s’espande nel buio,

si muovono larve in simiglianza di lucciole

e prendono a fare una danza tediosa

a parlare con le loro voci mostruose

cantano: “Matagazz Matagazz”

e volano, volano finchè n’hanno piene

le palle e crollano a terra.

Quello è il momento per rivolger loro la voce

e domandarne i segreti del mondo

perché sono prostrati dalla fatica

cui li obbliga la formola magica

Possono mentire ma non ricusarsi

di darci risposta (sia quella che sia).

Questo seppi da loro e dissero

che il mondo non s’affavella

che il cuor non manovella

che il fato invano s’arrovella

a riportar sapore

alla ciambella di una volta:

quella di nonna in carrozzella.

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2 thoughts on “FAUST (Tragedia in 1 atto, un prologo, 2 scene, doppiservizi, ampia vista sul mare)

  1. dubbasonic ha detto:

    MATAGAZZZZZZZZZZZZZZ

    Mi piace

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