La caduta del governo

Evviva! Il Governo è caduto!
Sulle piazze del Paese tutto
festoso annuncio
di prossima, sicura libertà.

Sventolano gagliardi
i gagliardetti degli eroi
dei vecchi bevitori di cicuta.

Bande di splendide fanciulle
passano di porta in porta
e battono tre colpi
(come gli angeli di Dio)
in segno di festoso augurio.

Giorno di gaudio e fratellanza
di riconciliazione e di folklore.
Gli aeroplani in squadriglie
dal cielo lanciano votivi
preservativi tricolori.
La banda comunale fiera
solfeggia pezzi di Glenn Miller
come nei film a basso badget
accanto a giovani brillanti
rivenditor di Coca Cola.

I clacson sono impazziti
manco avessimo vinto i mondiali.
Il nuovo impegno insieme
a stridi di gioia e di epistéme
piovono dall’alto dei  balconi
impavesati dei palazzi comunali
(all’uopo trasformati da menti ingegneresche
in circoli di amici della pace).

Ogni cittadino – a gratis –
verrà fornito di regolare bandierina
(I soldi?  Okkei non ci sia tema
verranno presi ad hoc
dal solito bilancio generale).
Bandierine con cui potremo
con agio esternare
il nostro assenso al grande
pacifico giro giro tondo
della Rivoluzione in atto
dello Spirito del Mondo
che ha fatto un passo aventi
in barba ad Hegel e agli ignoranti.

Dalle labbra delle compagne
pertono a raffica
rosari di baci e di sorrisi.

E noi?
Perchè soltanto noi siam qui?
Ancora qui a romperci le palle
coi soliti discorsi disfattisti
e continuiamo a disquisire
di “mancata presa di coscenza popolare”,
di inutilità del tutto?
Perché siamo così restìi
a sollevare il calice anche noi
e brindare con abili gridìi
i lenti ma inesorabili buoi
che tirano il carro del Progresso?

Potessimo soltanto
avere uno sfondo meno coglione
potessimo con vanto
non udire questa puzza di carrozzone!
Annunci