Marciapiedi

Poi prese d’assalto la città

Gli occhi che bruciavano

Le gambe appena sufficienti

Passarono ragazze con seni immerlettati

Bianche bocche da dentifricio

Scarpette da Cappucetto rosso

e chiari segni di ninfomania

(povero lupo cattivo!)

Per terra bucce di fave ancora verdi

Finivano di marcire sotto il sole

Tappi di lattine, cicche spiaccicate

Piccioni in fase d’incipiente mestruazione

Nell’aria segni acuti di strombazzamento

Odore di falso giugno

Puzza di semafori e vite sdoppiate

A rincorrersi spaurite fra i marciapiedi

 

Periferie

Occhieggiò furtivo verso il pedale:

il carburatore, dolorante,

prese a muggire incomprensibili agnizioni.

Gli snack-bar nel frattempo si riempivano

di promettenti pederasti

e abili rivenditor di coca cola.

Tutto, ancora per l’ennesima volta

andava verso il nulla spazio-temporale

con una nenia lamentosa,

leggermente demodèe.

Il cane del vicino lo odorò, voglioso

sulla punta delle scarpe.

Forse sentiva odore di cammino

forte sentore di randagio.

Salutò con la punta delle dita

e passando oltre (appena l’una e venticinque)

lo investì il rumore della noia.

Passò una donna con cappello in testa

veloce

correva come andasse a sfracellarsi.