Marciapiedi

Poi prese d’assalto la città

Gli occhi che bruciavano

Le gambe appena sufficienti

Passarono ragazze con seni immerlettati

Bianche bocche da dentifricio

Scarpette da Cappucetto rosso

e chiari segni di ninfomania

(povero lupo cattivo!)

Per terra bucce di fave ancora verdi

Finivano di marcire sotto il sole

Tappi di lattine, cicche spiaccicate

Piccioni in fase d’incipiente mestruazione

Nell’aria segni acuti di strombazzamento

Odore di falso giugno

Puzza di semafori e vite sdoppiate

A rincorrersi spaurite fra i marciapiedi

 

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Informazioni su Carlo Congia

Si potrebbe dire molto di me, ma occorrerebbe farlo con parole inutili.

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