La vendemmia dei corvi

 

 
Sono scesi stormi di uccelli sopra il tuo grano
con grida di gioia migliaia di becchi divorano
il tuo sudore divenuto spiga,
il lavoro del tempo.
 
Non hanno rumore i tuoi spaventapasseri
Stai fermo accucciato
su un gradino
e ascolti la vendemmia dei corvi.

 

 

 

 

 

Ragazzi

Nel ciglio del cielo
le bici nuove, appena regalate
corriamo, facce al vento
a prendere possesso della vita.
 
Piccolo incidente, il cuore
pare allargarsi a divorare
l’enorme apparenza del mondo,
il dilatarsi del tempo e  dello spazio.
 
Sulle tue trecce allora
si posavano i sussurri dell’estate
sui miei occhi già cadeva
la triste e calma danza dei presagi
.

Detti memorabili di Fred Astaire

Ora che il suono delle tue labbra,

impercettibilmente,

è rotolato via

nel sordo bisbiglìo

di una notte che avanza da notti;

 

Ora che, dimessi gli stracci d’uomo,

cullo ancora tra le dita

l’ultima reliquia rimastami di te,

corrosa dalle polveri

di chissà quante estati;

 

Ora che abbandonarti dunque

sarebbe così semplice,

 rimane un respiro annaspante

sopra scure acque profonde.

 

Riconoscerlo per mio

è l’unico incenso adatto a pregarti

Paesaggi

Qui da noi quasi sempre la notte

crolla in accordi di ferro

fin dove è possibile udire.

 

Gli uccelli traforano d’urla

e ricami ciò che resta del vespro.

Sulla bocca un’arsura,

inguaribile,

Una innata fame di luce

 

Rovina l’autunno nei campi

lucenti fili ragnati di pioggia:

autunno interiore,

clessidra incrinata

che vomita sabbia

sul canterano, un mucchietto

di grani,

ha già formato

un massiccio inviolabile.