Keplero

Cosa succede ai tuoi occhi

quando il cielo s’imprigiona

dietro le sbarre delle ciglia

e tace ogni rumore

di speranze disilluse?

.

Cosa succede al Mondo

quando s’apre al tuo respiro

e docile si presta

a divenirne l’asse

attorno al quale ruota

cucendo d’infinite ellissi

l’ansia del firmamento?

.

Cosa succede al Nulla

quando tu lo riempi

e lo giustifichi

col solo cenno del tuo riso?

.

A noi poveri astronomi

chini su vecchi telescopi

non è dato sapere

dannati a riempire di calcoli assurdi

polverose tabelle.

.

Pittore della domenica

Oggi dipingevo una campagna.

A disposizione

appena un mucchietto di grigi

dimenticati da qualcuno

più famoso di me.

E dai monti le nubi

partorivano strani figli brillanti

una foresta di pini

un orizzonte di fumi. Guardarli

era come crocifiggersi chiodi

sulle piante dei piedi.

Sulla piana intanto trattori

in disordinate prospettive:

i punti di fuga (manco a dirlo)

conducevano al tuo paese

dove gli aranci brillano

nel cupo verde e appese ancora alle travi

dondolano le corde degli impiccati

.

Diario di un galeotto modello


Giovedì 28

 Mentre lucidavo le mie catene

(a torto le ritenevo più tenaci del ferro),

‘stamani ho scoperto un minuscolo taglio,

un’incrinatura sufficiente a sgranar le maglie,

una ad una, e diventar “leggero”.

 

Venerdì 29

 E’ tardi ormai.

Continuo quindi a zoppicare,

e vado come fa ciascuno qui

commisarandomi per l’ingombro ai piedi .

Fin’ora non ho svelato il taglio.

Meglio riflettere.

 

Domenica 31

 Non permetto che nessuno

avvicini troppo gli occhi ai ferri:

scoprirebbero che fingo.

Deciso andar dal fabbro

che saldi insieme al taglio

questa stupida paura.

La Direzione ne verrà colpita

e mi sarà riconoscente.

.

Ricavi

Una scala di legno abbandonata
Su un vecchio muro cadente
Scritte d’amore lavate
dalla pioggia, scolorite dal vento
Passi affrettati in un vicolo buio
Giorni che passano
Simili a medicine ingoiate
Nuvole colme di aceto
Una porta che sbatte insistente
In un appartamento deserto
Suoni e ricordi di suoni
Albe, notti, tramonti
E vecchie nenie
Suonate da un vecchio
Sull’orlo di una piccola piazza
Su un armonium sfiatato
.

Striduli di gocce verranno i giorni

Striduli di gocce verranno i giorni

le partenze rimandate, gli occhi

che non riconoscerai più miei

che non conoscerò più tuoi

 

Appena mille anni da sprecare

mille inverni

bicchieri vuoti da cui bere

entusiastici annunci

di palingenesi future.

 

E la ruota secca del girasole

volta dove l’ultimo respiro di linfa

lo ha lasciato in abbandono