La tristezza delle ipotenuse

Eduard Wiiralt, Street in Sceaux, 1928

Purché tu riesca

a muovere le mie radici

da questa terra dissecata

e depormi, lontano

in un nuovo paradiso.

.

Perché tu possa

rubarmi il cuore

e nasconderlo

dove mai più io lo ritrovi.

.

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Si potrebbe dire molto di me, ma occorrerebbe farlo con parole inutili.

2 thoughts on “La tristezza delle ipotenuse

  1. dirce.soncin ha detto:

    🙂

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  2. Alessia Genesis ha detto:

    ..allora può esistere un altro paradiso..

    Mi piace

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