Gita low cost

E senza fine trascinerò i miei passi

dietro queste quinte

questi scenari pesanti di polvere

 fra cose false, disusate

prive di senno, in un silenzio…

 

– Cos’hanno di lacerante ancora

i tuoi occhi che chiedono?

 

E senza fine vedrò riflessi perdersi

e mutar di forma

canili straripanti d’ansia, mosche autunnali

in un silenzio…

 

– Cos’hanno di lacerante ancora i tuoi occhi?

.

La ragazza

La ragazza aveva ginocchia di bimba
un cielo scuro negli occhi
e in un angolo stropicciato del cuore
balocchi e ragnatele d’affetti
.
La ragazza camminava per strada
lasciando dietro di lei
una scia di marzo
e un profumo di mare
.
La ragazza saltava di rigo in rigo
fra i bianchi delle frasi
come s’attraversa
fra i ciottoli un ruscello
.
La ragazza aveva un sogno
nascosto fra la piega delle labbra.
A svelarlo il tempo si sarebbe fermato
e il mondo sarebbe scomparso
fra le pagine di  un ammuffito volume
.
E con esso noi quaggiù
che la vedemmo passare
muta come una preghiera
tremenda come il bianco del giglio
.

Estrazioni dell’8

06-Phil-Kirkland--illus.-for-Developmental-Psychology-Today-(1971)-(An-artist-s-coneption-of-the-adolescent-mind-at-work)

 
Non ho speranza che il tempo
aggiunga qualcosa al poco che ignoro.

 

Nè ho speranza che il senno
si ricordi della promessa
fatta forse in una vita passata
di venirmi a trovare
giusto per scambiare
due silenzi fra vecchi balordi
cuciti dal fumo del vino.
 
Ho solo un assurdo presagio:
che tutto questo non smetta,
che si prolunghi fino agli orli
di un infinito privo di orli:
una minestra annacquata
fino al limite insopportabile
dell’insipidezza universale
.

Il sorvegliante e il ragazzo

(c) 2011 Allan Kausch

 

Il sorvegliante lo guardava

come si guarda una lastra di vetro

offuscata da gocce di pioggia

miste a sabbia e libeccio.

Stelle fredde sul cielo

e un piccolo fagotto alle spalle

appena uno straccio bucato

da cui colavano a terra

ridicolo e incauto Pollicino

poche e disadorne parole.

Cadevano al suolo

sbriciolandosi in vento

creando echi nel vuoto

appena trapunto dai voli

di alcune smarrite rondini.

Lamento di un rospo sull’orlo di un fosso

Autunno in Barbagia

 
C’è un’onestà infinita
nelle foglie d’autunno che s’infiammano
e nell’obesità di queste nubi,
ingozzate dal sole
di passate indigestioni estive
.
C’è un onestà che commuove
in questo artigianale
ripetersi del mondo
come un paziente maestro
che ripeta la lezione
curvo, su svogliati scolaretti
.

L’inopportuno

We’re Almost Home By: Lawrence Paiken

Oramai non riesco più a vedere
dove nidifichi l’inopportuno
e il contingente. Pietoso è
adoperare ancora altisonanti verbi
per sì spicciola realtà
imprendibile quanto i gradini
del sonno. Pietoso è sentire
quanta commozione occorra ancora
a dare a parole cosi lucide
un’imperfetta precisione.
.
Ora so che l’inopportuno spetta
all’uomo e al suo universo d’uomo
di cui è il dio ed il creato
nello stesso tempo.
 
E che unico scampo
è rintanarsi, piccoli e lontani
dalle orbite ubique della legge
.
.