MICROFIABE: La lepre

 

Non sono che una piccola lepre che salta nel grano.
Una piccola lepre in un campo per lei infinito o comunque non misurabile.
Ed il grano è più alto dei salti, in modo che mi è  preclusa la vista di quanto esiste al di là.
Così oltre quel campo il cuore conosce incredibili boschi ( o forse li inventa): giorni immensi fragranti di primavera.
Così la rabbia, il timore, la noia fa crescere l’assurdo desiderio di divorare tutto quel grano: di risolvere un problema irrisolvibile desiderando impazzire: diventare non più lepre che salta, ma grano che attende.
Anzi, che non attende un bel niente, perché non sa neanche di crescere.
Come non sa o non sembra curarsi dei miei salti di lepre o dell’autunno che cigola in cielo o di tute le parole paurose che albergano il cuore di una piccola lepre
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Informazioni su Carlo Congia

Si potrebbe dire molto di me, ma occorrerebbe farlo con parole inutili.

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