Illuminati nel buio

A volte ci ricordiamo dell’amore
fra gli inceppi del flusso
dolorose sincopi di una corsa
verso la sperata dannazione.
 
A volte ci ricordiamo il cuore
e il palpito di un sogno
invano attraversa,
come fra il tergicristalli
gli abbaglianti veloci di un’auto
che incrocia nel buio
la nostra piccola, adorata noia.
 
Noia che culliamo con cura
impreziosendo i suoi stracci
di ridicoli strass
con gesti da dolci e crudeli matrigne
.

Le ferite dell’anima

 

 

Intingere la penna – come si dice – nelle ferite dell’anima presuppone più che le ferite la disperazione di possedere ancora un’anima. Non avendo né l’una né le altre è inutile parlare. Ma avendole entrambe è più saggio tacere. Infine chi abbia un’anima ancora vergine è così lontano dal desiderio di prendere in mano una penna che di tali persone non rimane altro che qualche sorriso d’adolescente su vecchie foto sbiadite

Il contoooo

E’ forse questa la notte in cui mani giunte da chissà dove ci presenteranno il conto dell’esistenza consumata.

So che arriccerai il naso come un tempo e, sorridendo, getterai il tuo profumo fra le braccia del vento vedendo la mia solita e ridicola farsa cortese (le mie tasche saranno infatti – come sempre – ripiene di brezze, rumori indistinti, ritagli di sogni e di canti arrocchiti).

Invano frugherò per rintracciarvi impossibili assegni, inesistenti contanti, invano il viso mi si tingerà di rosso.

Fissi ai miei che scappano i tuoi occhi allora, spossati da tanta compassione e ilarità, come sempre pagheranno un ultima volta anche per me.

Preghiera

calliphora erithtocephala

Ti ringrazio, Signore delle mosche, per aver creato il mondo ed averci messo al suo centro. Ti ringrazio per averci creato a Tua immagine e somiglianza; per aver dato il mondo in nostro potere e per aver creato tutte le cose e le creature perché servissero a noi mosche.

Hai creato gli animali al solo scopo che noi ci divertissimo sulle loro groppe e orecchie e hai stabilito che morissero solo perché la loro morte fosse utile a noi. Hai fatto sì che morendo avessero agli occhi delle altre creature inferiori un aspetto orribile, solo perché nessuno venisse a contenderci il pasto. Ti ringrazio di aver creato le api perché ci diano il miele e lo stupido uomo al solo fine chè producesse escrementi per il nostro cibo.

Ti ringrazio infine anche per questa ragnatela, dove sono caduta. Perché so che l’hai fatta per richiamarci a te, in modo che io possa infine godere della tua vista in eterno.

Amen

Miscosmìa

Il mondo sarebbe migliore se non esistessero le donne. E insieme ad esse gli ebrei, i negri e i cinesi, i bambini e gli avvocati. Sarebbe migliore se non esistessero i preti, le badanti e i vecchi.

Il mondo, lo sapeva lui come sarebbe stato migliore. L’avessero data a lui la guida avrebbe mostrato come si dirige la baracca.

Il mondo sarebbe migliore se non esistesse il mondo. Se non fosse mai esistito. Se fosse rimasto nel buio ventre di sua madre.

Così se il mondo non fosse mai stato, a chi mai sarebbe venuto in mente di far caso alla sua gobba? Che aveva la sua gobba di così strano da attirare gli sguardi di tutti? Forse che non aveva diritto di esistere una gobba come la sua?

Se fosse stato lui il Signore avrebbe creato un mondo senza gobbe. Ecco, quello sarebbe stato un mondo migliore.