Le ferite dell’anima

 

 

Intingere la penna – come si dice – nelle ferite dell’anima presuppone più che le ferite la disperazione di possedere ancora un’anima. Non avendo né l’una né le altre è inutile parlare. Ma avendole entrambe è più saggio tacere. Infine chi abbia un’anima ancora vergine è così lontano dal desiderio di prendere in mano una penna che di tali persone non rimane altro che qualche sorriso d’adolescente su vecchie foto sbiadite

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Informazioni su Carlo Congia

Si potrebbe dire molto di me, ma occorrerebbe farlo con parole inutili.

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