Il pozzo e l’azzurro

WaterBabies9lg_900

.

Rivedo il dio che ti avvolgeva

mentre una luce gialla

accompagnava lenta

l’agonia di un ultimo meriggio.

Alle finestre, tranne il mio,

nessun sorriso per guardarti

correre nel mondo

spinta da una corrente aurata.

 

Eri il battito del sole,

l’acqua che disfavilla chiara nel ricordo,

il silenzio dei cortili d’agosto.

Al frangersi del traffico

aprivi il viso corpo a corpo al cielo.

Per te fui costruito,

perché non t’incontrassi mai

e desiderarti fosse spina nella carne

(l’anima che vomita polvere

e vecchi stracci)… da questo pozzo di rocce,

annegato da anni

in una piccola porzione d’indaco.

 

Curva su curva rotolava il giorno

tenendoti per mano

come fiore già reciso

che trascolora e china dolce il capo.

Da questo pozzo di rocce

i miei denti, serrati,

sentivano il tuo capo

chinarsi docile alla falce

.

 


Annunci

Informazioni su Carlo Congia

Si potrebbe dire molto di me, ma occorrerebbe farlo con parole inutili.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...