Ninive

as07i03

“E il signore comunicò la sua parola a Giona e gli disse – Alzati e vai nela grande città di Ninive a predicare, perché la sua malvagità è salita fino a me”

Difficile all’uomo non è l’obbedire

alla voce ma riconoscerla dentro di sé

perché niente l’avverte e niente

la distingue dalle altre, le nostre.

C’è persino chi dice sia saggio

non prestar fede al qualcuno

che parla dentro ciascuno di noi

dandoci il tu. Avviene infatti

(e ciò è fisiologicamente provato)

che a volte la voce (la Vera)

si rivolga a noi dandoci l’io.

In tali frangenti penso sia comprensibile

cosa intenda la leggenda su riportata

quando dice che Egli

comunicò la Sua parola dicendo”

Niente di più ridicolo dunque

che prendere alla lettera tali parole

ed ancor di più le parole dette da Lui

Questo sapevano

quanti godevano fama di mistici

Difficile all’uomo non è l’obbedire

alla voce del dio

ma riconoscere se essa non sia

invece quella del diavolo.

Il Logos non differisce

dalla più spaventosa e astuta tentazione

quindi è errore

credere, per ciò che segui a tali parole

che io alberghi nel petto

un cuore dalle pareti di ferro

o dal palpito pavido di coniglio

La voce, si dice, non è nel terremoto

né è nel fuoco o nel vento che scuote

le montagne e polverizza le pietre

La voce è nel sussurro di un’aura leggera

Ma il sottosuolo è ripieno

di simili spifferi e occorrrerebbe

un udito più scaltrito del mio

per ascoltare nel buio

di una vita che mi circonda di strida

si dovrebbe essere immobili, talpe kafkiane

le orecchie inchiodate nel vuoto

a percepire il passo felpato

del predatore che avanza annusando

Si dovrebbero avere miracolosi setacci

di cui ovviamente non fummo dotati

adatti a vagliare le voci infinite

scavarsi penosamente una tana nel tempo

e passarvi i giorni cullando

lentamente la nostra dannazione

come a volte ci si accarezza i capelli

fingendo, da soli, altre mani.

.

Il Pegno

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Sono appena uscito dal negozio e conto di nuovo i soldi.

Il commesso è stato gentile. Certo ho dovuto piangere miseria perché alzasse un po’ il prezzo. Ho forse un po’ esagerato sulla qualità, ma del resto il mercato è come la guerra: ci si può salutare da gentiluomini dopo firmato l’armistizio. In verità non avevo altro da impegnarmi. Ho visto la faccia che ha fatto quando li ho tirati fuori dalla busta e con un cenno da intenditore mi sono limitato a disporli nel banco. Lui mi ha fatto notare qualche ammaccatura in uno o nell’altro, si… ma del resto me la sono cavata narrandogli le traversie trascorse. Siccome lo vedevo titubante sono arrivato sul limite di dirgli: “si metta una mano sulla coscienza”. Mi sono trattenuto e… del resto il commercio è commercio. C’è chi ha delle cose inutili (benché di valore) di cui sbarazzarsi e c’è chi mette su un commercio di tali cose. Tutto regolare. Sono forse io ad aver messo su un negozio di sogni usati? No, io mi sono limitato solo a rivendere i miei.

Che me ne facevo ora che ho i soldi ?