A journey round my skull

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Che io guardi ancora il cielo

o qualche scampato albero

che vivacchia in un fosso

fra poche erbe stremate e spini

denuncia la mia inesperienza

 

Denuncia un cuore incapace

di accordarsi al reale

e occhi che ancora non s’abituano

al crepuscolo ubiquo.

 

Che io ricordi qualcosa

è poi la sentenza

che mi apposero sulla schiena

mentre passeggio quieto

in un universo dove non più

v’è spazio per i passi.

.

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Informazioni su Carlo Congia

Si potrebbe dire molto di me, ma occorrerebbe farlo con parole inutili.

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