Notturno marino

notturno

Sul cielo alta la luna
E nel mare prati di azzurro
A scintillare
 
Nel chiaro soffitto del mondo
Nubi come antiche triremi
Avanzano a nuove battaglie
 
Il cuore quaggiù
è una piccola e inopportuna
pennellata sfuggita al pittore
 
Tappa quel buco , per Dio!
Tappa!
Non vedi che il sangue
forma già uno scuro ruscello?
 
L’alto dirupo degli anni
e il vortice calmo di eventi
che mi scagliarono qui
relitto impigliato
in questi scogli pietosi
 
Piccola dannazione
che calma, squilla
come un telefono
in una casa deserta
 
Ed è piccola cosa la vita.
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Informazioni su Carlo Congia

Si potrebbe dire molto di me, ma occorrerebbe farlo con parole inutili.

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