Tre stanze

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A. Nunziante – Le stanze della musica

I
 
Chiusi gli occhi iniziano le danze
le lente processioni
le inquisizioni dei gesti.
Dentro le stanze scorgi i mille velieri
che ci riporteranno in patria.
I pugni serrati sul cuscino,
dormi.
E dormendo inizi il tuo viaggio.
 
 
II
 
La prima stanza è lucente
stoffata di nubi e di marmi
sui piedi nudi avverti 
come solletico
la cantilena chiusa
di incantevoli bimbi meccanici.
Girano intanto le ore vibrano
con un leggero rollio le corde
dove, appeso, il cuore
pulsa appena di palpiti lievi
 
III
 
La seconda stanza è priva di cielo
un cupo rumore la riempie
e sull’impiantito di terra
sbocciano lugubri fiori
dai colori sbiaditi
e dal dolce 
profumo di donna.
Lontana, una luce, denota
l’uscita di qualcuno
che prima la riempiva di senso.
 
 
IV
 
L’ultima stanza è uno spazio modesto
le finestre darebbero
su uno spazio che muta
con una impazienza tremenda.
Fuori si sentono dolci
le grida di mamme sui balconi
che richiamano i figli alla cena
.
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Informazioni su Carlo Congia

Si potrebbe dire molto di me, ma occorrerebbe farlo con parole inutili.

One thought on “Tre stanze

  1. alessiagenesis ha detto:

    Oggi ho scoperto che c è un quadro nel quadro che accompagna la poesia .Questa ,infatti ,è degna anche del riposo durante la fuga in Egitto di Caravaggio:)

    Mi piace

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