Esilio

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Di ogni mio viaggio, ho fatto dentro di me una ragion d’essere. Una tappa senza nessun risultato finale.
I miei viaggi sono stati infatti senza partenza e senza ritorno. Quindi non viaggi. Lo stesso ritornare era infatti ogni volta una storia a sé stante, non la necessaria conseguenza della partenza o la conclusione del viaggio.
Ben poco può dire di ritornare uno che si sposti di città in città, di paese in paese nella terra in cui vive.
Ma io non sono neppure un emigrante che ha abbandonato una patria natale. Perché anche dove nacqui ero straniero. Non ho patria né dove arrivo né dove in futuro mi sarà dato di giungere. Arrivare senza ritorno è dunque il mio triste destino.
Chiunque guardi il mio viso, mentre scendo compunto le scalette di un treno o di una nave che attracca può ben avvedersene.
Anche se pochi reputano questo uno spettacolo degno di alcuna attenzione.
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Informazioni su Carlo Congia

Si potrebbe dire molto di me, ma occorrerebbe farlo con parole inutili.

5 thoughts on “Esilio

  1. tramedipensieri ha detto:

    …è uno stare fermi…

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  2. Carlo Congia ha detto:

    Conosci la storia delle Simplegiadi? Per i greci erano delle isole che si spostavano. Viaggiavano anch’esse.
    Forse io vivo in una di queste 🙂

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