Periferia notturna

Immagine 

Occhieggiò furtivo verso il pedale: 
il carburatore, dolorante, 
prese a muggire incomprensibili agnizioni.
Gli snack-bar nel frattempo si empivano
di promettenti pederasti 
e abili rivenditor di coca cola.
 
Tutto, ancora per l’ennesima volta
andava verso il nulla spazio-temporale
con una nenia lamentosa, 
leggermente demodèe.
 
Il cane del vicino lo odorò, voglioso
sulla punta delle scarpe.
Forse sentiva odore di cammino
forte sentore di randagio.
 
Salutò con la punta delle dita
e passando oltre (appena l’una e venticinque)
lo investì il rumore della noia.
 
Passò una donna con cappello in testa
veloce
correva come andasse a sfracellarsi.
.
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Informazioni su Carlo Congia

Si potrebbe dire molto di me, ma occorrerebbe farlo con parole inutili.

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