Versi dettati a caso dal ricordo (1982)

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Ho gioia che tu
Riguardandoti il viso
Adesso allo specchio
Mentre premo veloce
La penna ricordandoti
Non riconosca più in esso
Le tracce delle mie mani
E i pochi baci che vi lasciai.
Ho gioia a riconoscere il tempo
Le indecisioni d’un tempo…
 
Perché ho capito
Infine che non ti capii
Che non ci capimmo
E nel pensarlo
Non so il perché
Di questo tono da poeta
Antico d’uomo superato
Come se il tempo avesse
Colorato di ruggine il ricordo
E tale patina rendesse
Tutto più maturo
Distaccato
Quasi d’uomo che ha vissuto
Conoscendo il tempo…
 
Come se non sapessi
Che è tutto un trucco, un sogno
In cui mi piace rivoltarmi ancora
Un istante prima che venga il triste
Momento di svegliarsi
Mi alzo convinto
Che tornerò a sedermi
A ripensarti
In un barocco girotondo
Come un gioco o un vino
Con cui poter negare
La presenza necessaria
Di questa notte che mi vede solo,
 
Forse disfatto il trucco
Sfogli calma le lenzuola
Come fosse un libro sacro
Come se gli anni fossero gli stessi
Nei quali mi sentivi ti sentivo
Uguale, lo stesso chicco d’uva
Mi aggrappo al gioco senza fine
Del ricordo
Come le cantilene di una volta
Le filastrocche dei bambini
Contro le orribili fauci del tempo.
.
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Informazioni su Carlo Congia

Si potrebbe dire molto di me, ma occorrerebbe farlo con parole inutili.

One thought on “Versi dettati a caso dal ricordo (1982)

  1. alessiagenesis ha detto:

    Piango , come se vivessi io stessa ciò che è raccontato .O , forse,lo sto vivendo .

    Mi piace

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