L’amore desolante del povero viandante

Immagine

Questo mio cocciuto amore
per la figlia del dottore
parmi adatto guiderdone
dato sì che son barbone.

Di tal donna io m’infoco
ma poiché mi lavo poco
di me lei si prende gioco
come il gatto fa col topo
che ci gioca e uccide dopo.

«Hai dei buchi nei calzari,
ti son dunque così cari
che li tieni tutto l’anno?»
Zitto zitto io con affanno
guardo a terra e mi dispero
pel mio cuor che vale zero.
Ai suoi occhi di fanciulla
io son certo men che nulla.

Io non ho di che sfamarmi
e dovevo innamorarmi?
io che ho più di quarant’anni
e paio un vecchio barbagianni?

Muoio, ahimè, muoio contento
(Cosa dici? Non ti sento)
A morir vado in un fosso
ché la vita più non posso
Morirò ticket esente
dato che nullatenente.

Muoio, ahimè, che deficiente
senza che ne sappia niente
la mia amata impertinente.

Così imparo, mi sta bene
e scampassi a queste pene
pria di ricaderci dentro
all’Inferno me ne entro.

.


 
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Informazioni su Carlo Congia

Si potrebbe dire molto di me, ma occorrerebbe farlo con parole inutili.

One thought on “L’amore desolante del povero viandante

  1. alessiagenesis ha detto:

    Nella foto , il Barbone somiglia ad una famosa immagine di Pirandello( l ho sempre pensato e oggi lo voglio dire :)!)

    Mi piace

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