Lete

Immagine

Vennero aurore e profumavano
dietro le ciglia assonnate dei cieli.
Cupole laminate di ansie
coprirono il campo visivo
e nuvole immense,
gonfie come giovani madri,
erano appese per aria e stipate
di quello che restava dei sogni
 
Giunsero splendide ancelle a consolarci
e ci videro tristi.
Cupe salite nel cuore.
Perché infine il sonno non giunse
e i nostri passi arrivarono
alle sponde del nostro Lete fangoso.
 
E noi stessi n’eravamo il pedaggio
.
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Informazioni su Carlo Congia

Si potrebbe dire molto di me, ma occorrerebbe farlo con parole inutili.

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