Il palazzo dei desideri incrociati

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Ex libris – Endre Vadász (1901-44)

Girato l’angolo, i passi si impigliano negli occhi di un bambino. Fermo sul marciapiede guarda una vetrina. Ho paura che si accorga del mio sguardo, del mio sorriso. Vorrei anch’io avere quegli occhi che cercano il paradiso dietro dei miseri vetri. Vivere guardando una vetrina come fa lui. E guardare con i suoi occhi il mondo che mi sfiora, sicuro, impassibile, ormai privo di fascino.
Mi accorgo invece, in questa città, di essere nient’altro che dei passi che camminano, delle scarpe che credono di sapere dove vanno senza mai arrivare in alcun posto. Perché non esiste nessun posto se non intravisto dietro una vetrina con gli occhi di quel bambino. Occorrerebbe indossare scarpe di bambino per capirlo.
Continuo a guardarmi intorno. Perché continuo a guardarmi intorno? Perché continuo a ficcarmi le mani in tasca pur sapendo di non trovarmi niente?

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Si potrebbe dire molto di me, ma occorrerebbe farlo con parole inutili.

One thought on “Il palazzo dei desideri incrociati

  1. poetella ha detto:

    prova a cercare le scarpe…
    magari…in un mercatino dell’usato.
    vedrai che le trovi…e poi…riparti!

    Mi piace

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