Ode al semaforico questuante

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Mentre primavera aduggia

i miei radi peli capici svolazzano

per l’aere di fienagioni verminose

mentre con delicato gesto premo

pedali atti a imbaldanzire del motore

(se lo lasciassi a sé rantolerebbe

l’ultimo respiro e crollerebbe)

e fisso il guardo ansioso

fra il rosso e l’arancione

ecco che mi compari tu,

qual spirito dantesco nell’Averno,

e guarda caso hai come minimo

3 figli che non mangiano, moglie malata

e conseguente pietosa nonna in carriola.

 

E tendi a me la mano, che io possa

riempirla di tesori, tesori che non ho

anzi neppure qualche spicciolo

scampato alle imperdibile offerte

di qualche dannatissimo discount.

Io e te figureremo bene nel bancone

delle occasioni da fine magazzino.

 

A rigirarci scopriremo forse

d’essere prodotti in prossima scadenza.

.

(Pino Discount, “Versi versatili di Versiglia”)

Il Mulino Bianco e lo Spirito del Mondo

Occorre una vigilanza di sé ossessiva perché la propria esistenza non cada dentro comodi binari prestabiliti. Un lento e penoso lavorìo kafkiano è richiesto in ogni istante.

Non un solo gesto (meno che mai uno inconscio, un tic, o un qualcosa di finto spontaneo) può pretendere la categoria di ingenuità. L’unica espressione del vero è rimasta la ribellione.

Tutta questa diffidenza verso sé stessi sfibrerebbe però anche la volontà più accanita che alla fine, sfinita, crollerebbe nell’integrazione massificata.

Non vi è dubbio che abbandonarsi alla corrente arrechi non solo un senso di sollievo e benessere, ma anche una sorta di pseudo felicità. Anche gli attimi di felicità individuale tuttavia andrebbero indagati con acribia. Quasi crudelmente.

Anzi proprio dove è avvertibile il benessere – in un mondo capovolto – regna in segreto la disumanizzazione, l’adattamento ai ritmi produttivi. Ciò che permette un tale tipo di esistenza non è certo descritta da nessuna pellicola cinematografica. Sarebbe uno spettacolo tremendamente insopportabile.
Sono arrivato a capire che il masochismo, infine, contiene più verità di quanto possa averne l’indulgenza verso se stessi ed una sensazione di impossibile e falso-ingenuo abbandono alle cose.