ENCICLOPEDIA DEI MOVIMENTI ARTISTICI DIMENTICATI – LA POESIA METAPSICHICA

Il manifesto della Poesia Metapsichica fu redatto a Parigi nei primi del 900 da parte di alcuni poeti fuoriusciti dal movimento futurista che ne criticavano il programma poetico come “roba per ragazzini”.
Il poeta capo-gruppo fu Pino Mesmer Shavananda, grande studioso di sedute spiritiche, di metempsicosi e di apparizioni di ectoplasmi. “Perchè – si chiede Mesmer – oggi che le facoltà paragnostiche sono ormai scienza, La poesia deve ancora seguire metodi antiquti? È giunto, amici, il momento della poesia telepatica! Basta con la carta e con il giogo degli editori!”
Detto questo compose il suo poema mentale “Ulisse a Montecarlo” che distribuì gratuitamente a tutta l’umanità attraverso il pensiero.
L’opera successiva, la silloge di poesie intitolata “Poesie da decubito” riscosse grandissimo successo.
Riportiamo in calce la famosa “Il vispo tereso” che qui sotto riportiamo integralmente:

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* nella foto Pino Memer Shavananda intento nella scrittura di una delle sue poesie psichiche

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Informazioni su Carlo Congia

Si potrebbe dire molto di me, ma occorrerebbe farlo con parole inutili.

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