Ode al semaforico questuante

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Mentre primavera aduggia

i miei radi peli capici svolazzano

per l’aere di fienagioni verminose

mentre con delicato gesto premo

pedali atti a imbaldanzire del motore

(se lo lasciassi a sé rantolerebbe

l’ultimo respiro e crollerebbe)

e fisso il guardo ansioso

fra il rosso e l’arancione

ecco che mi compari tu,

qual spirito dantesco nell’Averno,

e guarda caso hai come minimo

3 figli che non mangiano, moglie malata

e conseguente pietosa nonna in carriola.

 

E tendi a me la mano, che io possa

riempirla di tesori, tesori che non ho

anzi neppure qualche spicciolo

scampato alle imperdibile offerte

di qualche dannatissimo discount.

Io e te figureremo bene nel bancone

delle occasioni da fine magazzino.

 

A rigirarci scopriremo forse

d’essere prodotti in prossima scadenza.

.

(Pino Discount, “Versi versatili di Versiglia”)

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Informazioni su Carlo Congia

Si potrebbe dire molto di me, ma occorrerebbe farlo con parole inutili.

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