Manzoni e il sesso

Cattura

Trascinati da una critica antica e distorta si potrebbe pensare, a tutta prima, che su questo argomento manchi qualsiasi cosa da dire sul Manzoni. In realtà ciò è – come dimostrerò – una delle più grosse cantonate prese dalla critica manzoniana a me precedente. Per anni, quest’ultima ha voluto vedere nel Manzoni una autore privo di problematiche sessuali o, come direbbe Freud, un povero represso. E’ vero che vi è stato qualcuno che ha tentato un interpretazione dei Promessi sposi in chiave hard, ma i risultati sono stati deludenti e privi di convinzione.

La mia tesi, quella che rivoluzionerà la vostra visione dell’autore lombardo è invece copernichiana. Intendo infatti provare che non solo il Manzoni è più spudorato e disinibito del Marchese De Sade (ossia che quest’ultimo avrebbe copiato dalla A alla Z Il nostro Alessandro) ma che vi è, fra questi due autori una relazione più intima fino ad oggi ignorata dalla critica.

Nel mio celebre saggio “De Sade fa almeno 1000 pippe a Manzoni”, inoppugnabilmente dimostro che il vero autore del “le 120 giornate di Sodoma”, della “Filosofia del Budoire” e di “Justine” non fu il Marchese De Sade bensì il nostro Grandissimo Manzoni sotto lo pseudonimo di Marchese de Sade, mentre quest’ultimo, sotto lo pseudonimo di Alessandro Manzoni, è il vero autore de “I Promessi sposi”.

Il primo fu costretto alla maschera per depistare la censura austroungarica, ma ancor più il potente fiuto antirazionalista di sua mamma che non avrebbe certo permesso al suo Alessandro di scrivere “simili porcherie”. Il secondo invece fu spinto all’uso dello pseudonimo di Alessandro Manzoni, dal fatto che tutti i parenti e gli amici l credevano un vero dissoluto (ciò che gli permetteva di entrare in contatto con la creme de la creme dell’intellighencia illuminista del suo Paese). In realtà, come dimostrano ampiamente le sue pagine (quelle appunto de “I promessi sposi” e di tutte le opere formate con lo pseudonimo di Alessandro Manzoni egli aveva un cuore vittoriano ante litteram e una visione cattolica della vita. Lui riteneva il sesso una cosa peccaminosa, ma non poteva certo affermarlo in una Francia illuminista e disinibita. Che figura ci avrebbe fatto?

Nel saggio summenzionato, non mi spingo solo a questa che potrebbe sembrare una ipotesi ardita. Infatti porto le prove che nel viaggio di Manzoni a Parigi nel 1805 (vedi la vita a cura di Tony Nutella) i due autori abbiano scambiato un fitto epistolario fino a incontrarsi in un cafè del Boulevarde Saint Jean Nazzare.

In tale incontro i due autori presero a parlare della loro reciproca situazione. Tutti e due infatti si sentivano opressi in un ambiente che inibiva i propri veri interessi. Manzoni, libertino in una Italia bigotta e cristiana e De Sade, fervente cattolico in una nazione libertina e puttaniera in cui per vendere bisognava dare solo sesso a gogò, cinismo e libero pensiero.

I due si capirono fraternamente e decisero dunque di prendere il posto uno dell’altro. Di scambiarsi insomma di persona. De Sade, da allora avrebbe preso il posto di Manzoni e manzoni quello del libertino francese (molto più congeniale al suo animo godereccio e spregiudicato). Nessun critico fin’ora sembra essersene accorto.

Ecco dunque che dovremo cambiare tutti i sottotitoli e tutte le fotografie del Manzoni e metterci il nome del Marchese De Sade e fare viceversa con quelle del PRESUNTO libertino francese. Capisco che la mia scoperta sarà un macello per la critica. I radicali infatti hanno persino chiesto un interpellanza parlamentare per sapere se dietro a questo non ci sia una manovra destabilizzante della destra extraeuropea unita a servizi segreti bulgari o ugro-finnici.

La Santa Sede, inoltre, si riserva cautamente di esprimersi (fino cioè che la faccenda non si chiarisca) prima di cancellare il nome di Marchese De Sade dall’indice dei libri proibiti ed inserirvi la fin’ora insospettabile opera di Alessandro Manzoni.

Alla fine di questa scoperta, parlare dunque del sesso in Manzoni sarebbe come parlare della salatura del mare, della idiozia del Trota o della corda in casa dell’impiccato. Il mio modesto consiglio è: non giudicare mai dalle apparenze.

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Informazioni su Carlo Congia

Si potrebbe dire molto di me, ma occorrerebbe farlo con parole inutili.

One thought on “Manzoni e il sesso

  1. alessiagenesis ha detto:

    Ma Tony Nutella è il fratello di Teo?

    Mi piace

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