Storia dei movimenti artistici d’avanguardia dimenticati: l’Ignorantesimo

Considerata la più intransigente ala del movimento letterario del verismo, nasce dall’incontro di due fervide menti: Ignario Assai e Vacanzio Immanente. La nascita ufficiale avvenne nei corridoi dell’istituto di recupero Balossi a Novara, dove gli autori si conobbero perché allontanati entrambi dalla classe con le orecchie d’asino per punizione, il 1 ottobre del 1889.
Fu li che, segnati dall’esperienza, i nostri gettarono le basi di un sodalizio artistico e letterario che ha rivoluzionato il mondo delle arti. I due formularono la loro proposta a partire da una lettura critica del Verga e precisamente della copertina del romanzo “I malavoglia”, dato alle stampe in quegli anni. I movimento, che si proponeva di dare il giusto risalto alla cultura popolare e dignità alle espressioni colorite che contraddistinguono la vulgata in uso negli ambienti più umili, ebbe poco successo perché le loro opere, in segno di protesta contro il mondo accademico, erano stampate nella carta per involgere il pesce.
La critica nel tentativo di comprendere il perché della poca fortuna, ha attribuito un certo peso al fatto che la totalità del pubblico che gli autori intendevano raggiungere non sapeva leggere. Fra le opere più rappresentative si annoverano:
“Questo cazo di romanzzo” di Ignario Assai e la raccolta di poesie “Versami sta cipppa” di Vacanzio Immanente. La prima opera gode di una certa popolarità fra i critici perché anticipa per certi versi alcune soluzioni stilistiche del novecento. Famoso ad esempio il primo capitolo dell’opera “Questo cazo di romanzzo” nel quale il protagonista, Nazario Azzituoiedituononno, nel corso della digestione di due chili di peperonata, sogna di sognare che sogna di essere sveglio e perdendo il conto non si risveglia più e viene ritrovato venti anni piu tardi da un tecnico dell’ENEL, inviato per staccargli il contatore. L’intero primo capitolo è dedicato ai rumori che Nazario emette mentre dorme, il secondo ed ultimo capitolo è un ininterrotto flusso di coscienza nel quale Nazario, svegliato dal tecnico, si profonde in 5245 bestemmie differenti e in 4201 imprecazioni con varianti di pregevole fattura e carica evocativa ancora oggi ineguagliata.
L’opera “Versami sta cipppa” di Vacanzio Immanente si divide in tre parti intitolate: “Versi di mamifferi”, “Versi di cani di paeze quando lasci la porta aperta” e “Versi di uceli prima che li acchiapo io”.
Il movimento raccolse fra le sue fila altri autori minori di cui ci é stato tramandato purtroppo solo qualche frammento fortunosamente estratto dalle ceneri fumanti di una grigliata di misto del golfo. Uno per tutti il sonetto intitolato “ti amo ma pocodopo levati d…..” di Avanzio Degalerio, facente probabilmente parte di una raccolta di poesie dedicata alla sua amata.

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Informazioni su Carlo Congia

Si potrebbe dire molto di me, ma occorrerebbe farlo con parole inutili.

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