Il Mimetismo Poetico

MIMOTAURO

Il Mimetismo Poetico fu una corrente letteraria che ebbe breve vita agli albori del XX secolo. Capo indiscusso ne fu il grande mimo Marcel de Funès, attorno al quale si radunarono giovani poeti come l’italiano Pino Mossa, il russo Arkadji Scaloski e l’inglese Paul Vetril.
Vista l’ormai palese crisi della parola il Mimetismo si proponeva di usare le arti del Mimo al posto delle circonlucuzioni verbali.

Poesie mimate avrebbero sostituito, secondo il vangelo di De Funès, le stupide metafore poetiche. Certo, non era semplice mimare dei “tramonti romantici” o delle “languidezze sfuggenti”, “sovrumani Silenzi”, e “profondissima quiete”, ma si poteva fare invece comodamente con cose come siepi, lucertole sui muri a secco, scale, vetri eccetera.

La cosa che maggiormente causò la scomparsa del mimetismo poetico fu però dovuta alla impossibilità di vendere libri da parte dei poeti mimetici.
L’unico pubblicato fu infatti il libro dello stesso De Funès, Il Mimotauro, libro ovviamente che non conteneva alcuna poesia scritta ma che doveva essere mimato, al momento dell’acquisto, dal commesso della libreria.

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Informazioni su Carlo Congia

Si potrebbe dire molto di me, ma occorrerebbe farlo con parole inutili.

One thought on “Il Mimetismo Poetico

  1. alessiagenesis ha detto:

    Ma il commesso era Marcel Marceau ,costretto a correre da una libreria all altra !!;)

    Mi piace

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