Metafora

Insomma è come se stessimo fermi, ma con una mano avanti per premere il pulsante dell’ascensore, dentro il quale sta salendo nostro zio Walter. Sappiamo benissimo cosa sta venendo a fare. Se non lo sapessimo, forse il nostro destino sarebbe diverso. Nel frattempo, per rendere più efficace la metafora aggiungeteci la puzza di minestrone che invade la tromba delle scale, risalendo dall’appartamento del Siculo e l’irresistibile pressione alla vescicca.

Inutile ricordarvi che avete dimenticato, nel chiudere il portoncino, le chiavi dentro l’appartamento. Cosa che – lo sapete già – non farà molto piacere allo zio Walter.

Le dure vite dei scritori.

penna

I personaggi dei suoi libri avevano una caratteristica in comune: si rifiutavano di venire ritratti in parole e non gli permettevano di usare il loro nome. La trama, ovviamente, ne risentiva visto che era del tipo: “Lui disse a lui che lui aveva pensato che lui potesse arrivare prima che lui potesse accorgersi di non aver mai conosciuto lui. Di non averlo amato, se non durante la breve parentesi della conoscenza di lui a Parigi”.

*

Scrisse un unico libro: “L’impossibilità di scrivere libri”. Ovviamente il suo editore si rifiutò di pubblicare un libro formato da 400 pagine bianche.

*

Ci sono storie che non hanno fortuna. Sbagliano nel scegliersi chi le racconterà.

*

“Chi scrive un’autobiografia è qualcuno che fa progetti per il suo passato” (August F. de Mongoleau)

Dall’ortolano

 

 di-vino3-960x540

 

  

Per fare quattro chiacchiere

Sulla natura del mondo e della vita

Mi rivolgo a sistemi filosofici

Di comprovata serietà.

 

Aborro dagli scritti polverosi

Degli accademici di turno.

 

Vesto il mio pastrano e volgo i passi

Diritto al mio ortolano di fiducia

Ormai d’ontologia si parla

Solo nelle botteghe dei merciai,

o nei mercatini di paese.

 

E felice, lì risento

Il gergo dei platonici e sofisti.

.