Le dure vite dei scritori.

penna

I personaggi dei suoi libri avevano una caratteristica in comune: si rifiutavano di venire ritratti in parole e non gli permettevano di usare il loro nome. La trama, ovviamente, ne risentiva visto che era del tipo: “Lui disse a lui che lui aveva pensato che lui potesse arrivare prima che lui potesse accorgersi di non aver mai conosciuto lui. Di non averlo amato, se non durante la breve parentesi della conoscenza di lui a Parigi”.

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Scrisse un unico libro: “L’impossibilità di scrivere libri”. Ovviamente il suo editore si rifiutò di pubblicare un libro formato da 400 pagine bianche.

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Ci sono storie che non hanno fortuna. Sbagliano nel scegliersi chi le racconterà.

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“Chi scrive un’autobiografia è qualcuno che fa progetti per il suo passato” (August F. de Mongoleau)

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Informazioni su Carlo Congia

Si potrebbe dire molto di me, ma occorrerebbe farlo con parole inutili.

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