50 sfumature di giallo – Intermezzo lirico: Il Caos

Intanto nere reti tessea il Caos

nel suo antro doppiservizi, mansarda

vista Olimpo, ampio salone d’ingresso

finiture di lusso fenicio, giardino

di asfodeli, trattativa privata, no Agenzia.

In mano teneva le redini dell’Universo

e ci giocava , intrecciandole

a fare disegnetti come i pargoli

pria che nascesse l’aifòn

a dispreoccupare le mamme,

e orbi di plaistescion veloce

sedevano ancora per la strada, felici.

Giocava ma con un crivello interiore

Ah, avesse continuato gli studi!

Invece di fuggire di casa

per essere autonomo e vivere.

Adesso saprebbe che fare

di tutti quei fili, potrebbe creare

qualcosa di bello, magari, qualcosa

che faccia stupire il genere umano

e fargli dire: “Però, ai visto che ha fatto

quel Caos? E poi dicon che è scemo!”

Invece no, con in mano quei fili

non ci capiva un olimpico niente

e anche giocarci era puro eufemismo

a dire il vero li mescolava alla rinfusa

o – come dicevan bene gli umani

ALLA CAZZO SI CANE.

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Informazioni su Carlo Congia

Si potrebbe dire molto di me, ma occorrerebbe farlo con parole inutili.

2 thoughts on “50 sfumature di giallo – Intermezzo lirico: Il Caos

  1. alessiagenesis ha detto:

    ..
    Era un po’ che aspettavo , questo intermezzo ci sta bene! A “dispreoccupare le mamme” è troppo bello!

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  2. alessiagenesis ha detto:

    Un intermezzo necessario dopo la citazione di W.Gombrowicz per continuare ad organizzare il CAOS.

    Mi piace

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