Di uno strano viaggiatore

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Se potessi, partirei senza assentarmi
Saluterei chi rimane e chi raggiungo.
Respirando l’aria dei moli dal mio letto
Le grida dei gabbiani e delle grù
Miste al dolce ticchettio della mia sveglia
Sarei dove non sono o potrei essere.

Partirei per terre selvagge e misteriose
Lasciando un biglietto di commiato
Che troverei io stesso, l’indomani
Appuntato nel frigo con magnete.

Leggerei quelle parole di abbandono
E verserei una lacrima di addio
A quel gesto da poeta superato
Appoggiato alla spalla consolatrice
Del me stesso che è rimasto..

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Informazioni su Carlo Congia

Si potrebbe dire molto di me, ma occorrerebbe farlo con parole inutili.

6 thoughts on “Di uno strano viaggiatore

  1. Parole nel Secchio ha detto:

    […] Carlo Congia […]

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  2. alessiagenesis ha detto:

    Inutile dire che è bellissima… Volevo sapere di chi è l immagine che l accompagna.

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  3. alessiagenesis ha detto:

    Grazie x avermi risposto !!

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  4. […] di volo proiettati altrove; Abbagli, che definirei come “allegria amara”;  e Di uno strano viaggiatore perché mi ha colpito questa idea di sdoppiarsi, essere al tempo stesso la persona che va lontano […]

    Mi piace

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