Consigli di lettura alternativa

Dall’Ulisse di Joyce molti scrittori hanno tentato di riscrivere i classici in termini moderni. Su questa vasta letteratura si accoda oggi lo scrittore Elvisio Mc Sanna con un’opera ambiziosa. Il suo “Sogni e bi-sogni” è qualcosa che sulle prime disorienta. La vicenda è presto detta: Franco DonChisciotte, un operaio cassintegrato della Fiat, sogna che Ulisse non sia l’eroe greco omerico ma una segretaria dello studio medico del Dott. Miskin. La segretaria-Ulisse nel sogno si innamora di uno dei Fratelli Karamazov, il giovane Swann che ha un piccolo difetto, quando perde la Juve si trasforma in scarafaggio. Swann però ama Ulisse e, siccome la ama, le confessa che il loro amore è impossibile, perchè loro non sono altro che pezzi di sogno di DonChisciotte, provocati dalla peperonata. Il romanzo termina con il risveglio angoscioso di DonChisciotte che, nel momento in cui tenta di mettersi le ciabatte si accorge che anche lui non è reale ma è un sogno di Amina Bramhaputra, rivenditore di calzini che abita sottocasa.

Elvisio Mc.Sanna, “Sogni e bi-sogni” ©Ed. NuoveVie

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Joachim Fersengeld è tedesco, ma ha scritto la sua Pericalypse in olandese (idioma che quasi non conosce, come egli stesso ammette nell’introduzione) e l’ha pubblicata in Francia, paese famoso per le sue catastrofiche bozze di stampa. Neppure chi redige questa nota conosce l’olandese, ma in base al titolo del libro, all’introduzione in inglese e ai molti vocaboli comprensibili del testo s’è persuaso di potersene proporre come recensore. Joachim Fersengeld non vuole essere un intellettuale in un’epoca in cui chiunque può esserlo. Non desidera nemmeno passare per un letterato. Il lavoro creativo è possibile solo là dove domina una resistenza delle cose o delle persone alle quali tale lavoro è indirizzato.

 

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Nella sua ultima fatica letteraria, “Lo strano caso del Dott. Robinson e di Mister Venerdì”, lo scrittore rumeno Abdialdan Fonescu si pone una domanda base: “Cosa sarebbe successo al famoso personaggio di Defoe se non avesse mai fatto naufragio in un isola deserta?. Ci saremmo ugualmente affascinati alle sue avventure?” Ecco l’assunto dell’opera in cui Fonescu ci presenta il suo eroe: un commercialista del trevigiano alle prese con la denuncia dei redditi del suo amico, Commendator Alfio Venerdì e della sua fabbrichetta di stringhe per scarpe. Romanzo di ampio respiro (16.500 pagine) ma senza nessuna virgola o punto. Ciò, dalle stesse parole dell’autore, per risparmiare inchiostro.

A. Fonescu, “Lo strano caso del Dr. Robinson e di Mr. Venerdì” ©Ed. LeggiCheTiPassa

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