Il saggio Jovanandah

santone_jp

La mente, dice il saggio Jovanandah, è costituita dall’intelletto (che ci serve per compilare le schedine Totip ed Enalotto), dal senso dell’io (a cui è ndelagato il compito del concetto di sé tipico nelle espressioni tipo “lei non sa chi sono io…” e della scelta della squadra da tifare), dal senso interno (che è quello che ci fa capire quanto siamo intelligenti e che ci avverte quando è ora di cena) e infine dall’anima, con le sue attività, tra le quali ci sono il senso del bello attraverso la dimensione delle tette, il senso dell’onesto (che ci fa rendere le valigette con un miliardo di euro trovate per strada) e infine il senso dell’utile (che ci spinge a comprare l’arriciapeli del culo elettronico con SMS incorporati (che non si sa mai che un giorno può servire.)
Infine l’uomo è completato dai 10 sensi: vista udito, odorato, ascoltato, applaudito, autoscatto (selfie), baratto, taggato, malato e infine il senso delle ferie.

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Si potrebbe dire molto di me, ma occorrerebbe farlo con parole inutili.

2 thoughts on “Il saggio Jovanandah

  1. tramedipensieri ha detto:

    Ahahahahah……

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  2. tramedipensieri ha detto:

    Lo so, c’è poco da ridere …ma la spontaneità?

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