La casa

L_impero_delle_luci

Ereditai questa casa da persone di cui neanche sospettavo l’esistenza. Fu davvero un colpo di fortuna insperato, specie in questi tempi in cui si sa quanto siano pochi a possedere una casa propria o preoccuparsi di averla.

Sono molti infatti ad accontentarsi di passare tutta la vita in camere altrui, affittate. Sia perché non c’è più, a quanto si dice, la passione per il risparmio che contraddistingueva i nostri nonni fino il più umile dei ciabattini o muratori: sia perché il nostro tempo sembra non voler avere nessuna fissa dimora. Il sogno di chiunque sembra così quello di passare ogni anno della propria vita in una casa diversa, in una città diversa. Fors’anche in una nazione diversa. Una residenza fissa e perpetua è per costoro simile ad una catena impossibile a sopportare.

Io invece, da buona anima vecchia, ho sempre desiderato una casa che fosse tutta mia e fin da giovane non ho smesso di risparmiare anche il più piccolo soldo in modo da permettermi il sogno di una dimora che, simile al corpo, mi designasse. Così che, se anche non mi fosse piombato dal cielo il dono dei miei misteriosi benefattori, non credo che sarebbero trascorsi molti anni perché io stesso la costruissi con i miei risparmi.

Naturalmente, avendola fino ad allora sognata sin nei minimi particolari ed essendomi fatta una precisa idea della migliore disposizione dei singoli ambienti, dei colori che avrebbero avuto le pareti, una per una, degli arredi che avrebbero riempito lo spazio familiare, mi trovai sulle prime ad affrontare un problema imprevisto: come avrei potuto trasformare la casa ricevuta in quella che mi portavo da anni nel cuore?

Così ho dovuto ristudiare le piante per modificare le stanze, spostare le scale, ridistribuire gli infissi in modo che alla fine la casa rispecchiasse il più possibile quella che avevo sognato.

La casa è in realtà una dimora con pretese piccolo-borghesi. Tronfia un poco a dire il vero. Forse nel tempo era appartenuta a qualche piccolo aristocratico decaduto e passata poi, attraverso chissà quali mani di borghesucci, fino alla sistemazione attuale in cui è sparita ormai qualunque traccia di personalità. Ne rimangono ancora tracce evidenti nella modesta ma leziosa cucina, nello studiolo rivestito da massicci scaffali riempiti di polverosi volumi (più che altro messi quale doveroso scenario di chissà che studio avvocatesco o notarile). Giurerei che siano stati comprati in blocco, guardando più alle tonalità dei dossi e al loro armonizzarsi con l’austero legno degli scaffali più che per il loro contenuto.

A stemperare questa sua aria tetra e arrogante ho così trovato giusto aggiungere dei colori freschi e brillanti sostituendo la pretenziosa carta da parati con motivi floreali di una tristezza esasperante. Ho fatto particolare uso di azzurri tenui e di un celeste simile a certi cieli d’estate della mia terra.

Non mancano neanche gli ambienti che io dedico al ricordo, per esempio la stanza dei grilli e dei naufragi che trovo particolarmente adatta a certi istanti di dolce malinconia sognante. O l’ampia stanza della donna dalle labbra cucite. L’ho chiamata così per via dello strano ritratto che campeggia sopra un tronfio camino monumentale (ad accenderlo infatti non otterreste altro che riempire la casa di fumo azzurrato e irrespirabile). Quindi lo tengo lì, per figura, quasi a dimostrazione del poco buon gusto dei proprietari che mi precedettero.

Quando, insomma, percorro da un capo all’altro la mia casa progettando nuovi rimaneggiamenti o demolizioni non trovo nella vita momenti più belli di questi. Che tutto il mondo mi canzoni non dimostra altro che una diversità di gusti. Sia chiaro che trovo la cosa del tutto umana e sopportabile.

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Informazioni su Carlo Congia

Si potrebbe dire molto di me, ma occorrerebbe farlo con parole inutili.

One thought on “La casa

  1. tramedipensieri ha detto:

    L’idea di una casa in luoghi diversi mi affascina; in realtà ho bisogno di sapere che le mie radici stiano sicure, attaccate alla terra…una casa che mi aspetta, che c’è sempre….

    Mi piace

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