Il Sig. Tizio e le riforme costituzionali

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Il Sig. Tizio, dopo l’ennesima notte passata in bianco, si alzò per lavarsi e prepararsi la colazione. “Sono ormai dieci notti che non riesco a dormire – si disse sconsolato – Sarà a causa del mancato processo delle riforme?”
Una volta in cucina si accorse che il frigo e la dispensa erano desolatamente vuoti. Diede un occhiata al portafogli e si accorse che anche quello era nelle stesse condizioni. Alzò le spalle: “Beh, certo, questo è sicuramente colpa del mancato processo delle riforme istituzionali. Per fortuna questo calvario sta per finire”. Recuperò gli spiccioli da tutte le tasche dei pantaloni e delle giacche e riuscì a mettere insieme una somma che gli avrebbe permesso almeno di comprare il necessario.
Uscito per strada il solito ladruncolo di quartiere lo aspettava. Il Sig, Tizio si lasciò derubare il poco che gli era rimasto in tasca: “Poveraccio, anche lui deve vivere. Poi con il mancato processo delle riforme istituzionali, ovviamente, la vita è diventata ancora più dura e spietata”,
Si diresse quindi al posto di lavoro. Ai tornelli di ingresso si accorse che il suo tesserino non veniva riconosciuto. Pensò: “Si sarà smagnetizzato. Del resto… il mancato processo delle riforme istituzionali…”. Visto che non poteva entrare dovette chiamare il custode. Questo apparve dopo 5 minuti dal bordo della Gazzetta dello Sport che il Sig. Tizio, sulle prime aveva scambiato per un componente dell’arredamento della piccola garitta vestrata.
Il custode lo degnò appena di uno sguardo, sentì il problema, scorse un brogliaccio che aveva davanti e masticando vistosamente un panino con la mortadella, si limitò a dire verso il Sig. Tizio:
“È ovvio che non funziona, lei è appena stato licenziato.”
“Senza un preavviso?” domando timidamente il Sig. Tizio
“E da quando in qua, con il mancato processo delle riforme istituzionali, si deve avvisare se uno non serve più ad una Azienda?”
“Già” annuì il Sig. Tizio allontanandosi.
Cosa avrebbe fatto adesso? Ce l’avrebbe fatta a sopravvivere fino a che il processo delle riforme istituzionali fosse compiuto?
“Per fortuna manca poco e ormai i cittadini non vedono l’ora di vivere in un Paese con una bello e sano processo delle riforme istituzionali tutto nuovo di zecca. Vuol dire che dovrò arrangiarmi per qualche giorno”.
Visto che non aveva soldi si mise in fila alla mensa della Caritas. Scambiò qualche parola nell’attesa con un vecchietto che stava discutendo sul fatto che occorreva darsi una mossa con questo processo delle riforme istituzionali, che lui non poteva certo continuare così, che gli zingari, gli extracomunitari, la carestia, i ladrocini dei politici, l’abbaldraccamento totale in cui versava l’Italia, si sarebbero anche potuti tollerare, ma NON un processo delle riforme istituzionali bloccato. Questo andava aldilà di ogni sopportazione umana.
Il Sig, Tizio annuiva mentre procedeva nella fila. Si permise anche di suggerire al vecchietto di inserire nella sua catilinaria anche qualche paroletta circa i licenziamenti improvvisi.
Tornato a casa, il Sig, Tizio si stese a letto. La stanchezza cominciava a farsi sentire.
Abbassò le tapparelle fino a che la stanza divenne buia e chiuse gli occhi. E siccome non aveva altro da fare, fino a che non si fosse compiuto il processo delle riforme istituzionali, decise che sarebbe morto per qualche giorno per poi resuscitare a riforme compiute.
Chiuse gli occhi e si lasciò cullare dalla morte.
“Del resto anche la morte non sarà la stessa dopo il processo di riforme istituzionali”.
Fu l’ultimo pernsiero del fu Sig. Tizio.

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Informazioni su Carlo Congia

Si potrebbe dire molto di me, ma occorrerebbe farlo con parole inutili.

2 thoughts on “Il Sig. Tizio e le riforme costituzionali

  1. Daniela ha detto:

    come per le pensioni, si ha tutto il tempo a morire prima che vengano fatte le riforme….

    Mi piace

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