Dannazioni formato tascabile – 2

E’ come se si fosse seduti di fronte ad un grande vecchio. Guardassimo le sue mani rinsecchite, nodose come verdi tralci di vite. E pur sapendo che potrebbe rispondere a qualunque nostra domanda ( persino quelle che per anni abbiamo covato come braci nella cenere delle nostre viscere) restassimo lì, impalati, quasi come calcari antichissimi, incapaci persino di ricordare noi stessi e quanto scarsa sia la vita che portiamo appesa alle spalle. Incapaci di tutto, come appena nati. E le parole non avessero più sapore, avessero perso i colori e rimanesse di loro solo l’inutile scorza. E il nostro capo allora, divenuto di piombo, si chinasse – quasi a denotare finalmente, il dolce sapore della resa. Si chinasse abbandonandosi al grembo del vecchio. Allora sentiremo forse, fra i capelli, il timido passare di quei tralci. E forse allora ci sarebbe spazio per il sonno. Come mai lo avemmo.

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Informazioni su Carlo Congia

Si potrebbe dire molto di me, ma occorrerebbe farlo con parole inutili.

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