Risveglio letterario

Marcello si svegliò nel cuore della notte in preda ad una angoscia inspiegabile.

Sulle prime non fece caso all’ambiente ma, non trovando la radiosveglia nel punto solito, fu costretto a mettersi gli occhiali e rimase di stucco nel vedere la strana persona che gli stava davanti. Vestiva in maniera elegante ma decisamente antiquata con una enorme cravatta a fiocco che gli arrivava fin quasi al mento. Dei basettoni curati e profumati contornavano un viso dai lineamenti sofferti e giovanili.

Il bel giovane si rivolse a lui senza nessun indugio: “Dunque avete deciso che Olga Petrovna si torturi per il vostro sciocco comportamento?

– E’ che… – tento stupito di dire Marcello.

– Certo, a voi non è mai interessato niente delle persone. Voi avete la vostra idea mostruosa. Il vostro sogno diabolico. Non siete certo così nobile, nonostante i vostri natali, per preoccuparvi di una fanciulla. Per Olga poi… Ah, perché non ho prestato fede alle parole di Padre Sergej nei vostri riguardi. Mille volte stolto. Ora, come vedete, sono qui a pregarvi. A tentare almeno di farlo. Io, Anton Petrovic, colui che una volta definiste un piccolo borghese, un inetto. – Anton fissò i suoi profondi e intensi occhi neri in quelli di Marcello e continuò:

– Che io venga ora dalla casa dei Kuratin, forse vi dice poco, forse anche non suscita in voi la minima scossa nella vostra coscienza nichilista. Se non sapessi che avete venduto l’anima al diavolo, crederei che voi siate un essere morto da tempo. Ma io confido, e in questo la stessa Olga e Marfa sono d’accordo con me, che in voi sia rimasta ancora, sepolta in chissà quali strati della vostra anima, una scintilla capace di redimervi.

Ecco perché sono qui. Sappiatelo Alexei

– Guardi, – disse Marcello -tutto questo è molto poetico e, se devo dire la mia opinione, anche ben recitato. Devo però darle una piccola delusione: state sbagliando persona. Io non sono Alexej.

– La vostra deprecabile mania di deridere le persone ormai si è impossessata di voi a tal punto da farvi negare anche l’evidenza. Sappiate che prima di venire da voi sono stato da Pietr.

– E quindi?

– Sapete in che condizioni pietose sia il vecchio Pietr e quanto abbia dovuto a soffrire per via del vostro sciocco e crudele gioco di società. Sulle prime aveva deciso di vendicarsi della figura ridicola che gli avete fatto fare di fronte ai Petrov, e sopratutto di fronte alla giovane Natasha Filippovna. Ma ora, costretto in quel lurido giaciglio in cui l’ho trovato, la pelle tirata e quasi trasparente nelle tempie, sapete cosa mi ha incaricato di dirvi? Che vi perdona. Vi perdona capite quanto ciò sia tremendo? – gridò Anton rivolto a Marcello.

Marcello, dopo questa toccante requisitoria, realizzò all’improvviso che si era svegliato in un romanzo impegnato dell’800 russo o che più semplicemente non si era mai svegliato. Fatto un inchino ad Anton lo pregò gentilmente di riferire subito ad Olga che avrebbe riparato al suo malsano gesto. Che il signore lo aveva toccato e che aveva sonno.

Appena uscito Anton, Marcello si rimise tranquillo a letto maledicendo a bassa voce contro l’autore dei sogni.

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Si potrebbe dire molto di me, ma occorrerebbe farlo con parole inutili.

One thought on “Risveglio letterario

  1. alessiagenesis ha detto:

    I fratelli Karamazov:)

    Mi piace

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