L’annosa questione delle rondini a primavera

padronidelcielo

Una rondine non fa primavera, si dice. E fin qui ci arrivano tutti. Il difficile è scoprire quante rondini occorrano precisamente per far primavera. Due? Tre? Dieci?
Il numero esatto ci permetterebbe infatti di sapere quando è veramente giunta la primavera. Altrimenti si rimane nel dubbio e il dubbio, si sa, è la condizioni più fastidiosa per ogni uomo che voglia ritenersi pensante.
Occorrerebbe dunque creare una commissione di inchiesta, formata da ornitologi e metereologi che stabiliscano con precisione il numero esatto delle rondini occorrenti a far primavera.
Studiando i costumi di questi straordinari pennuti ed elaborando un grafico per ogni anno trascorso, con alle ordinate i giorni del mese e alle ascisse il numero delle rondini avvistate, si sarebbe in grado di tracciare una linea rondo-primaverile da cui, con opportuni calcoli statistico-probabilistici si sarebbe in grado di ricavare il numero preciso di rondini occorrenti per essere certi, senza la minima titubanza, di esser proprio nella stagione primaverile.
In mancanza di tale dato o in attesa del risultato della commissione noi dovremo astenerci da qualunque possibile formulazione a riguardo sulla primavera e ancor più sulle stagioni di una volta.

In risposta poi a coloro che obiettassero che una simile commissione sarebbe oltreché dispendiosa anche del tutto inutile, vorrei umilmente ricordare le migliaia di commissioni parlamentari che, non ostante i problemi fossero (apparentemente) più importanti di quello da me proposto, non solo hanno spedo tempo e denaro inutilmente, ma non sono neanche riuscite nel migliore dei casi, a sapere su quale argomento stavano indagando.

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Si potrebbe dire molto di me, ma occorrerebbe farlo con parole inutili.

3 thoughts on “L’annosa questione delle rondini a primavera

  1. tramedipensieri ha detto:

    Avevi iniziato così bene e poi……😡😫😡

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  2. Agostino Peloso ha detto:

    Un po’ come i più famosi e dibattuti paradossi degli antichi pensatori greci: dato che la perdita di un solo capello non rende calvi, quand’è che un uomo può dirsi calvo?

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