Una farfalla

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«Una farfalla bianca con ricami neri che somigliavano a una scrittura si posò su un sasso accanto al fuoco e parve volersi scaldare o asciugare. Jakob le posò accanto una briciola di pane, ma essa rimase immota. La toccò, ma non si mosse, e capí allora ch’era morta. Il dolore dilagò in lui. Ecco una creatura che non avrebbe volato mai piú. Gli sarebbe piaciuto pronunciare l’elogio funebre di quell’insetto bellissimo che aveva vissuto per un sol giorno o anche meno, senza mai peccare. Le ali erano lisce come seta e rivestite di una polvere eterea; la farfalla poggiava sulla pietra come un cadavere avvolto nel sudario»

(I. B. SINGER, Lo schiavo)

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Informazioni su Carlo Congia

Si potrebbe dire molto di me, ma occorrerebbe farlo con parole inutili.

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