I dormienti

sonno

Se avete pietà, lasciateci qui
ai labili e quieti confini del sonno
coltivato da quando nascemmo.

Oltre i nostri guanciali non passi
l’assurdo e vano fragore
del vacuo respiro del mondo.

Fin dove arriva lo sguardo
dei nostri occhi mai aperti
ci culla amniotico il fiato
attenuato di quello che illusi
ancora chiamate col suono di vita.

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Informazioni su Carlo Congia

Si potrebbe dire molto di me, ma occorrerebbe farlo con parole inutili.

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