Una lettrice

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La donna dai capelli color nube

Teneva in grembo un libro

Mentre fissava il vuoto

E il libro si sfogliava

Quieto e leggero come un destino.

 

La donna dai capelli color nube

Sognava un libro mai letto

E ricordava il suo futuro

Mentre si agitava intorno a lei

Un traffico nervoso, purulento.

 

Gente che rincorreva

La propria rognosa frenesia

Come se raggiungerla potesse

Sminuire anche di un grammo

L’ansia che la produceva.

 

La donna dai capelli di nube

Si alzò di scatto

Scordando il libro

E questo scivolò dalle sue gambe

Cadendo chiuso nel selciato

Imperlato dalle prime gocce.

 

Oltre le mura dei palazzi

Il cielo era una pellicola già vista

Che si ostinava a ripetere

Noiosa la scena ridicola

Di un sole che tramonta.

 

Noi la vedemmo da quassù

Tra le imposte chiuse da millenni

Allontanarsi

Oltre le barriere spoglie dei cipressi

 

Sul fondo dolente

Di un cielo di cenere

La vedemmo sparire

Con quel passo rappreso

Quasi trainasse un corpo

Sproporzionato alle forze.

 

Noi la vedemmo da quassù

E nel cuore rimase un graffio

Una nota stonata

Un pugnale di ansie.

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Informazioni su Carlo Congia

Si potrebbe dire molto di me, ma occorrerebbe farlo con parole inutili.

One thought on “Una lettrice

  1. alessiagenesis ha detto:

    Le poesie più lunghe sono, in genere , più difficili da comprendere per il lettore profano e più difficili da scrivere per l autore poiché , facilmente, si può scivolare nella pesantezza , nella eccessivo .Questa poesia , mediamente lunga , e perfetta nelle strofe , nei versi stessi che hanno la sostanza e l impatto di quelli che costituiscono una poesia breve , anche di un solo verso .
    Sognare un libro mai letto , ricordando il futuro, sono , per esempio, una poesia già completa .Quel Noi finale , poi, è intenso e struggente ,una sorta di licenza poetica , che potrebbe essere Lui stesso quel libro e il ricordare ciò che deve ancora avvenire.
    Avvenire che , in tal modo, potrebbe anche divenire -futuro ricordo-
    Forse non so spiegarmi o forse non dico nulla di sensato .Di certo resta la bellezza di questa poesia , la grandezza di un poeta di milioni di parole fatto , di ” Chiodi alla croce”;una voce afona che pochi sanno sentire , poiché ai più grandi non sono destinati riconoscimenti .
    Un blog meraviglioso , in cui si sperimentano diversi registri .Grazie davvero .

    Mi piace

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